Ginnastica, oro pari merito? No, grazie. La regola (stupida) nell’all-around: Skrypnik e Klinckaert…sulle orme di Mustafina

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Ieri pomeriggio gli EYOF sono stati caratterizzati da un episodio rarissimo nella storia contemporanea della ginnastica artistica: un pari merito in cima alla classifica del concorso generale individuale. È difficilissimo che due atlete concludano la gara con lo stesso punteggio al termine di quattro intensi esercizi ma a Tbilisi (Georgia) Daria Skrypnik e Axelle Klinckaert sono riuscite nell’impresa.

Dunque a chi assegnare la fatidica medaglia d’oro e il titolo di Reginetta Europea per la categoria juniores (ricordiamo che il Festival Olimpico della Gioventù Europea è la gara più importante dell’anno per le under 16)?

 

Il regolamento parla chiaro. Gli EYOF sono una competizione multisportiva che segue il regolamento olimpico: il pari merito non è concesso e dunque le medaglie vanno assegnate esclusivamente a una persona. Tanto per intenderci: se questa situazione fosse successa a Mondiali ed Europei entrambe le ginnaste sarebbero state premiate con la medaglia d’oro.

Skrypnik e Klinckaert sono appaiate a quota 55.750. Il regolamento prevede che, per risolvere la parità, si vadano a sommare i tre punteggi più alti ottenuti da ciascuna atleta nel corso della giornata.

La russa porta così in dote il 14.55 al volteggio, il 14.7 alle parallele e il 13.5 al corpo libero scartando il 13.0 preso alla trave. La belga si porta dietro invece il 14.2 al quadrato, il 14.2 sui 10cm e il 14.15 alla tavola, eliminando il 13.2 ottenuto sugli staggi. Risultato: Skrypnik 42.750, Klinckaert 42.550. Skrypnik medaglia d’oro, Klinckaert medaglia d’argento.

Questo per rendere chiaro che non sono state le difficoltà a risolvere la parità come invece qualcuno ha erroneamente riportato. L’analisi del D Score sarebbe subentrata solo nel caso in cui fosse permasta la parità anche sommando i due punteggi più alti ottenuti sui quattro attrezzi. Quella invece adottata ieri si chiama “regola degli scarti”.

Infatti se fosse stata risolta la parità guardando esclusivamente il livello delle esecuzioni sarebbe stata premiata Axelle che vanta degli E Score nettamente superiori di Daria, più preparata sotto il profilo delle difficoltà di esercizio.

Le difficoltà, invece, hanno importanza capitale per risolvere la parità nelle Finali di Specialità. Chi ha l’esecuzione migliore prevale in caso di arrivo a pari punti.

 

Di arrivi a pari punti è specialista Aliya Mustafina che ne beneficiò per ben due volte, in due formati di gara differenti, in occasione delle Olimpiadi 2012. Sono proprio quelle le due grandi occasioni che hanno messo in moto queste assurde regole nel circuito che conta.

Al termine del concorso generale individuale, la Zarina ha ottenuto lo stesso punteggio di Aly Raisman: 59.566. Il regolamento a cinque cerchi prevede che solo una possa mettersi al collo la medaglia di bronzo (l’oro è andato a Gabby Douglas, l’argento a Vika Komova). Analisi dei punteggi: la russa porta al tie-break il 16.1 alle parallele, il 15.233 al volteggio, il 14.6 al corpo libero, scarta il 13.633 alla trave; la statunitense si trascina dietro il 15.9 alla tavola, il 15.133 al quadrato, il 14.333 sugli staggi, elimina il 14.2 alla trave. I conti sono presto fatti: 45.933 per Mustafina, 45.366 per Raisman.

Aliya Mustafina sfruttò nuovamente in suo favore la tie-break rule in occasione della Finale di Specialità al corpo libero, ai danni di Vanessa Ferrari che pianse a dirotto: terza al termine della gara, ma il bronzo non può andare al suo collo. La russa, infatti, a parità di punteggio (14.900) ebbe un’esecuzione migliore rispetto all’azzurra: 9.0 contro 8.7. Nuovo bronzo per la Campionessa del Mondo 2010 all-around.

 

Di parimerito nelle specialità se ne vedono a iosa e dunque fa ormai meno scalpore (anche se è sempre ingiusto vedersi rubare le medaglie così) mentre nell’all-around è molto più raro e da qui il clamoroso per quanto successo ieri agli EYOF.

 

(per la foto grazie a The Magnificent)

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