Ginnastica, Jane Sharpe: “Io, donna che pratico l’artistica maschile. Apritela alle femmine!”

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Avete mai visto una donna gareggiare nel settore maschile? Vi è mai capitato di ammirare una ginnasta con calzoncini e maglietta sugli anelli durante un evento sportivo?

Difficilmente risponderete di sì, a meno che non conosciate Julia Sharpe. È una 27enne che ha avuto il permesso di gareggiare con il club maschile del MIT, l’Istituto Tecnologico del Massachuttes. Questa ragazza pratica ginnastica dall’età di due anni, ha disputato diversi campionati nazionali femminili di categorie inferiori e a un certo punto si è accorta che, secondo le regole universitarie, poteva gareggiare anche con gli uomini.

 

Detto, fatto. Julia ha subito accettato questa nuova sfida, con l’intento di riportare in alto la sua facoltà e per verificare quali fossero i limiti del suo fisico. “Non è stato un passaggio facile – si confessa al The Cut – soprattutto sotto il profilo fisico. Nel maschile ci sono molti più infortuni e ho dovuto trovare un nuovo equilibrio con il mio fisico. Inoltre non ero mai la migliore del gruppo e questo creava dei problemi sotto il profilo psicologico”.

Fortunatamente mai nessuno ha avuto dei pregiudizi sul nuovo ruolo di Jane: “Mi sono sempre sentita ben accettata da tutti quello che ho incontrato praticando ginnastica artistica maschile. Spesso le donne sono state super impressionate da quando faccio, mentre gli uomini sembrano prendere il mio successo come ispirazione per migliorare ulteriormente”.

Nel frattempo Jane ha anche partorito due gemelli con un parto cesareo ed è tornato in gara dopo sole otto settimane!

 

Infine lancia una provocazione: “Mi meraviglio come nel 2015 nessuno abbia mai discusso la differenza tra ginnastica maschile e ginnastica femminile. Perché non esistono un all-around da sei attrezzi e un all-around da quattro attrezzi dove chiunque può competere indipendentemente dal sesso? In giro non si vedono molti sport che differiscono così tanto tra la versione femminile e quella maschile. Non è affatto vero che le donne sono meno forti!”.

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