Ferrari, Red Bull, ora Mercedes: una F1 che procede per “ere”

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Approfittando della pausa estiva, con il Mondiale di F1 che riprenderà settimana prossima sul tracciato dell’Hungaroring (Ungheria), constatiamo come la massima espressione dell’automobilismo mondiale si articoli per “ere”. Pensiamo al periodo “schumacheriano” dal 2000-2004, alle vittorie di Sebastian Vettel sul Red Bull dal 2010-2013 e ora siamo in piena egemonia Mercedes.

Cambiamenti che spesso sono frutto di scelte regolamentari che possono favorire un team piuttosto che un altro, esaltandone la metodologia di lavoro. Pensiamo al duello tra Mclaren e Ferrari di fine anni 90, con le vittorie di Mika Hakkinen (1998-1999). Senz’altro la scelta della FIA di rendere illegale il berillio, componente essenziale per i motori della Casa di Woking, fu uno dei fattori che aiutò Maranello ad essere sempre più vicina alle vetture inglesi. Di sicuro non certo l’unico. La grandezza del Cavallino Rampante era, soprattutto, nella solidità di una squadra, forgiata da tante delusioni, che però attraverso la dedizione del pilota, gestione sportiva riuscì a creare un pacchetto super vincente che dominò per un quadriennio (2000-2004)

Venne poi dal 2010-2013, come detto, l’era Red Bull di Vettel e di Adrian Newey, il genio dell’aerodinamica che vanta più di 20 titoli mondiali con le monoposto da lui progettate. Un pacchetto incredibile quello anglo-austriaco capace si sbaragliare il campo e originatosi dopo il successo della Brown GP (2009), anch’esso frutto del solito ribaltone regolamentare.

Mutamenti che, per la volontà regnante di Bernie Ecclestone (“Il Deus ex machina della F1”), si sono presentati a cadenza regolare per cambiare le carte in tavola e rendere di volta in volta lo spettacolo della gara più imprevedibile. Pensiamo a quanto accaduto, recentemente con Mercedes e la scelta di adottare i motori ibridi. Una decisione per porre un termine al dominio del team di Dietrich Mateschitz  ma anche politica. Di fatto la Casa di Stoccarda si è trovata assai avvantaggiata, in questo senso, per le conoscenze sul tema e le applicazioni anche in altre tipologie di competizioni. I riscontri in pista dell’ultimo biennio, in tal senso, sono stati emblematici e lo show offerto ne risente. Non a caso, già si pensa a cambiare le regole del gioco dal 2016 come spiegato in questo articolo.

Proposte, riforme ormai tutte indirizzate per marketing mediatico perchè ormai la F1 è questo e deve sottostare a tali interessi. Ricordiamo tutti la richiesta della FIA/Ecclestone di progettare pneumatici che durassero meno ad hoc e creare incertezza. Consideriamo anche l’uso del DRS o del Kers, dispositivi per favorire i sorpassi in pista. Evoluzioni che, in qualche modo, hanno cambiato la categoria, rendendola sempre più affine ad uno spettacolo televisivo piuttosto che una manifestazione di agonismo in pista. Del resto, la regola che impone un regime di consumi che non vada oltre un determinato limite, rende i piloti più dei gestori che degli attuatori.

Di sicuro, ora come ora, ci troviamo nell’era Mercedes, vettura in grado di fare la differenza con un motore spaventoso e un’aerodinamica efficacissima, anche per quanto fatto da personaggi noti all’ambiente Ferrari come Aldo Costa e Michael Schumacher. Seguirà, pertanto, un nuovo mutamento degli scenari e chissà a quale altra era assisteremo

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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