Da Londra 2012 a Rio 2016: ricambio generazionale in atto, ma mancano i campioni

bandiera-italiana.jpg

Manca ormai poco più di un anno alle Olimpiadi di Rio 2016. Come sta lo sport italiano e quali ambizioni potrà nutrire in vista del cruciale appuntamento a cinque cerchi? Facendo un confronto con la passata edizione di Londra 2012, emerge come il Bel Paese abbia saputo rigenerasi in alcune discipline (scherma e tiro a volo su tutte), rimanere stabile o calare in altre. La principale sensazione rispetto al quadriennio precedente è che a mancare non siano i ricambi, bensì i campioni. Se dal 2009 al 2012 emersero fuoriclasse come Niccolò Campriani, Carlo Molfetta e Daniele Molmenti, assoluti protagonisti per l’intero triennio, prima della consacrazione olimpica, lo stesso non può dirsi per il contesto attuale. Attualmente l’Italia rischia di conseguire un bottino di allori quantitativamente simile o di poco inferiore rispetto a Londra 2012, ma decisamente scarno quanto al numero di ori (come dimostra anche il medagliere virtuale dei Mondiali). Vediamo cosa è cambiato davvero nei singoli sport (non sono stati presi in considerazione quelli non qualificati o alcuni in cui, come nel 2012, l’Italia non avrà alcuna chance di medaglia, es. il nuoto sincronizzato).

Atletica: paradossalmente, qualche carta in più rispetto a Londra ci sarà. Pensiamo alla marcia, con Anna Eleonora Giorgi ormai stabilmente tra le top5 al mondo, ma anche con l’emergente Antonella Palmisano. Il quadriennio in corso ha visto emergere anche Valeria Straneo nella maratona, atleta non di primissimo pelo, ma all’apice della propria carriera. Sempre nella maratona, potrebbe farsi valere anche Daniele Meucci, campione d’Europa in carica che potrebbe sfruttare i ritmi solitamente bassi nei grandi eventi, per poi piazzare la stoccata nei chilometri finali. Le potenziali medaglie finiscono qui, ma a Londra la situazione appariva anche peggiore (a salvare il bilancio fu il bronzo di Fabrizio Donato nel salto triplo). I tanti talenti annunciati faticano a spiccare il volo. Pensiamo ad esempio ad Alessia Trost, da troppo tempo distante da quei 2 metri (oltretutto mai valicati in gare out-door) che rappresentano lo spartiacque tra le campionesse e le buone atlete. Disperso tra infortuni a catena José Reynaldo Bencosme (400 hs), mentre Dariya Derkach, a 21 anni, realizza misure inferiori nel lungo e nel triplo rispetto a quando ne aveva 19. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma preferiamo fermarci qui. Riassumendo: l’atletica italiana sovente non riesce a valorizzare i (pochi) giovani talenti a sua disposizione.

Badminton: sull’impegno della Federazione, che ha oltretutto avviato un progetto di valorizzazione dei giovani in ottica 2020 e 2024, nulla da dire. Il livello, tuttavia, resta decisamente modesto. L’italo-svizzera Jeanine Cicognini ha sostanzialmente preso il posto di Agnese Allegrini e non dovrebbe avere problemi nel qualificarsi alle prossime Olimpiadi, mentre in campo maschile, ancora una volta, l’impresa sembra molto più ardua. In ogni caso, il pass a cinque cerchi rappresenta l’obiettivo massimo possibile.

Beach volley: Paolo Nicolai e Daniele Lupo avranno 4 anni in più rispetto a Londra e l’esperienza necessaria per provare a sfatare il tabù olimpico. Intriga la novità della coppia composta da Alex Ranghieri ed Adrian Carambula, attualmente la vera e propria mina vagante del World Tour. In campo femminile, invece, l’impressione è che Greta Cicolari offrisse maggiori garanzie rispetto a Viktoria Orsi Toth in coppia con Marta Menegatti.

Canoa velocità: il numero dei qualificati (si spera) potrebbe anche triplicare rispetto a Londra, quando erano presenti i soli Maximilian Benassi e Norma Murabito. Difficile, tuttavia, attendersi una medaglia, anche se Manfredi-Rizza potrebbero sorprendere nel K2 200 metri. L’Italia potrebbe covare grandi ambizioni nel K2 1000 metri, affiancando un compagno di livello a Giulio Dressino (Alberto Ricchetti?). Quest’ultima, tuttavia, al momento è solo una suggestione.

Canoa slalom: siamo ancora aggrappati a Daniele Molmenti, il quale non è più quello dominante del 2012. I giovani come Giovanni De Gennaro ed Andrea Romeo faticano a compiere il definitivo salto di qualità, così come l’italo-tedesca Stefanie Horn. Altro talento finora mai sbocciato è quello di Roberto Colazingari nella canadese.

Canottaggio: situazione migliore rispetto a Londra 2012. Il giovane 4 senza di Di Costanzo-Castaldo-Lodo-Vicino potrebbe stupire a Rio, ma anche il doppio senior di Fossi-Battisti ed il doppio pl di Ruta-Micheletti appaiono sicure carte da medaglia. In ripresa 4 di coppia e 4 senza pl, anche se non ancora da podio. In campo femminile Elisabetta Sancassani e Laura Milani, malgrado i tanti acciacchi che hanno colpito quest’ultima nel 2015 (mononucleosi, con 2 ricadute), sono una sicurezza e nel 2016 torneranno uno degli equipaggi di punta per il Bel Paese.

Ciclismo su pista: se facciamo riferimento semplicemente alle reali ambizioni da medaglia, non è cambiato nulla rispetto a Londra 2012. L’Italia dipenderà completamente da Elia Viviani (omnium). In campo femminile possibile la qualificazione nell’inseguimento a squadre.

Ciclismo su strada: difficile fare paragoni con l’edizione 2012. Il percorso di Londra (piatto) e quello di Rio (una sorta di Liegi in miniatura, forse anche più duro) sono completamente differenti. Di certo, rispetto allo scorso quadriennio, il Bel Paese non ha prodotto grandi specialisti per le corse di un giorno, con la grande speranza Diego Ulissi ancora nel limbo di color che son sospesi. Probabile, dunque, che il ct Davide Cassani si affidi a Vincenzo Nibali e Fabio Aru. In campo femminile grandi aspettative per Elisa Longo Borghini. Non va dimenticato neppure Adriano Malori per la cronometro maschile.

Ginnastica: situazione desolante tra gli uomini. Siamo ancora aggrappati a formidabili veterani come Matteo Morandi (bronzo agli anelli nel 2012) ed Alberto Busnari, per i quali tuttavia la qualificazione sarà tutt’altro che scontata con la squadra. Di giovani all’altezza nemmeno l’ombra. Tra le donne restiamo aggrappati ad una Vanessa Ferrari con 4 anni in più, mentre la novità Erika Fasana non sembra poter competere per le medaglie. Anche l’attesa ‘stellina’ Enus Mariani sinora è rimasta nell’ombra. Complicato anche il processo di rinnovamento della squadra di ginnastica ritmica, in palese difficoltà in questo 2015.

Judo: il bronzo di Rosalba Forciniti potrebbe essere eguagliato (o magari migliorato) da Odette Giuffrida ed Edwige Gwend. Brusco peggioramento in campo maschile, dove al momento diversi azzurri sono a rischio qualificazione.

Lotta: Frank Chamizo è la grande ed imperiosa novità. L’italo-cubano potrebbe davvero rilanciare il settore. Attesa per la definitiva ascesa di Dalma Caneva, mentre Daigoro Timoncini ricoprirà il ruolo di out-sider nella greco-romana.

Nuoto: passano gli anni, ma Federica Pellegrini resta sempre l’indiscussa punta della selezione femminile. Un dato poco confortante, che rivela l’assenza di nuove campionesse. Dopo il quinto posto di Londra, Gregorio Paltrinieri punterà al podio nei 1500 sl: sarà il punto di riferimento della nazionale. Curiosità per il giovane Simone Sabbioni nel dorso, mentre sinora ha deluso Andrea Mitchell D’Arrigo.

Nuoto di fondo: Martina Grimaldi è stata superata nelle gerarchie azzurre da Aurora Ponselé e Rachele Bruni, due atlete ormai nel gotha internazionale. Segnali di ripresa anche tra gli uomini: Simone Ruffini e Federico Vanelli possono stupire e, in ogni caso, hanno portato una ventata di freschezza rispetto al 2012, quando l’Italia fu rappresentata da un Valerio Cleri in parabola discendente.

Pallacanestro: obiettivo primario: qualificarsi a Rio 2016! Dopo le mancate partecipazioni a Pechino 2008 e Londra 2012, la selezione maschile spera di poter finalmente dimostrare tutto il proprio valore con i quattro elementi della Nba (Bargnani, Belinelli, Gallinari e Datome) ed altri talenti in rampa di lancio come Alessandro Gentile ed Achille Polonara.

Pallanuoto: Sandro Campagna è riuscito a compiere un delicato processo di svecchiamento del Settebello, mantenendo al tempo stesso il livello molto alto. In calo, invece, il Setterosa, per il quale sarà complicato strappare il pass per Rio 2016.

Pallavolo: in questo momento la selezione femminile sta decisamente meglio di quella maschile. Quest’ultima rappresenta un grosso punto di domanda dopo le fratture interne che ne hanno completamente rivoluzionato la rosa.

Pentathlon: Riccardo De Luca sembra ormai maturo per puntare alla grande impresa alle Olimpiadi. In campo femminile la novità è rappresentata da Gloria Tocchi, talento in crescita costante, già capace di salire sul podio nella finale di Coppa del Mondo.

Sollevamento pesi: rispetto alla presenza del solo Mirco Scarantino a Londra 2012 (che dovrebbe essere presente anche a Rio), appare possibile la qualificazione di due pesiste in campo femminile. Difficile, tuttavia, pensare a delle medaglie.

Pugilato: con l’addio di Roberto Cammarelle, resta il grande veterano Clemente Russo, ancora in grado di puntare al bersaglio grosso nei pesi massimi. Importante l’ascesa di Valentino Manfredonia nei medio-massimi, campione delle WSB e argento ai Giochi Europei di Baku 2015. Si attende poi la definitiva consacrazione di Vincenzo Mangiacapre, pugile che possiede le qualità per primeggiare tra i superleggeri. Da seguire anche il giovane Salvatore Cavallaro (medi) e, in previsione Tokyo 2020, il supermassimo Guido Vianello.

Scherma: è lo sport italiano dove i ricambi non mancano mai. Pensiamo a Rossella Gregorio (sciabola), Rossella Fiamingo (spada), Daniele Garozzo ed Edoardo Luperi (fioretto), Daniele Garozzo (spada), tutte promesse (mantenute) ormai stabilmente tra i big mondiali.

Equitazione: segnali di ripresa dal salto ostacoli. Una qualificazione della squadra non appare fuori portata. In regresso dressage e completo.

Taekwondo: il ricambio generazionale è in atto, ma la sensazione è che non si intraveda ancora un nuovo Carlo Molfetta. Il campione olimpico di Londra 2012 (sempre in Gran Bretagna arrivò il bronzo di Mauro Sarmiento) ha vissuto un triennio costellato da tanti infortuni, tuttavia proverà a piazzare l’ultima zampata della carriera. Il giovane più ‘pronto’, al momento, sembra Roberto Botta (-80 kg), capace di vincere con chiunque, anche se ancora piuttosto discontinuo. In campo femminile cresce Erica Nicoli (-49 kg). Ricordiamo che qualificarsi a Rio sarà difficilissimo: essendo gli azzurri lontani dal top del ranking mondiale, dovranno necessariamente approdare in finale nel torneo pre-olimpico europeo che si svolgerà nel gennaio 2016.

Tennis: come a Londra, l’Italia non avrà chance di medaglia nei singolari. Rispetto all’edizione d’Oltremanica, inoltre, mancherà anche il doppio composto da Roberta Vinci e Sara Errani, scioltosi da qualche mese. Le speranze maggiori saranno riposte nel doppio composto da Simone Bolelli e Fabio Fognini, mentre inspiegabilmente la Federazione ed i giocatori continuano ad ignorare il doppio misto, specialità forse con poco appeal, ma che assegna metalli preziosi esattamente come le altre….

Tennistavolo: nulla è cambiato rispetto allo scorso quadriennio. Obiettivo massimo, la qualificazione di Mihai Bobocica e Nyagol Stoyanov.

Tiro a segno: le punte saranno le medesime del 2012: Niccolò Campriani (non più dominante come in passato) e Petra Zublasing (la migliore interprete attuale dello sport italiano assieme ad Elisa Di Francisca della scherma). Si mantengono su ottimi livelli anche Giuseppe Giordano e Marco De Nicolo, mentre non hanno mantenuto le aspettative giovani come Andrea Amore e Martina Pica, in regresso dopo qualche exploit isolato.

Tiro a volo: due novità importanti. Silvana Stanco nel trap femminile ed Antonino Barillà nel double trap. Per il resto, Italia sempre solidissima con i suoi veterani, in attesa di ritrovare la vera Jessica Rossi.

Tiro con l’arco: l’unico, vero nome nuovo è quello del 18enne David Pasqualucci, una ventata di novità che parrebbe aver giovato anche ai veterani in ottica prova a squadre.

Triathlon: a dispetto di un’età non più verdissima (classe 1987), Alice Betto nella passata stagione si era issata tra le migliori al mondo, prima di saltare praticamente tutta l’annata in corso a causa di un infortunio (rientrerà ad agosto). In calo il settore maschile, dove i giovani, pur in leggera crescita, faticano ad imporsi in un contesto internazionale.

Tuffi: come accade ormai da quindici anni, tutte le speranze di medaglia saranno riposte in Tania Cagnotto e Francesca Dallapé. L’auspicio è che nel prossimo quadriennio si concretizzi l’atteso ricambio generazionale con Elena Bertocchi, Giovanni Tocci ed Andrea Chiarabini.

Vela: contesto decisamente migliore rispetto al 2012. Almeno tre equipaggi da podio: Bissaro-Sicouri (Nacra17), Conti-Clapcich, recenti vincitrici degli Europei nella classe 49er, e Flavia Tartaglini (RS:X). Attenzione poi ai veterani Zandonà-Trani nel 470 maschile.

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook

Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo

Clicca qui per seguirci su Twitter

federico.militello@oasport.it

Tag

2 thoughts on “Da Londra 2012 a Rio 2016: ricambio generazionale in atto, ma mancano i campioni”

  1. Gaiacave scrive:

    Buongiorno, sono personalmente d’accordo con il commento di Gabriele.
    Da medaglia d’oro vedo poche certezze: DI FRANCISCA – ERRIGO (ma è solo una medaglia), ZUBLASING, PALTRINIERI. Forse lo SKEET e RUSSO
    Poi non vedo campionissimi o vedo solo atleti che possono puntare al podio.
    La stessa PELLEGRINI, vista la concorrenza, non la vedo da medaglia d’oro, anche se aspetto con curiosità Kazan dopo i tempi fatti pochi giorni fa
    Dopo ci potranno essere alcune sorprese, come è sempre accaduto… penso alla MARCIA o alla MARATONA, oppure ancora nella SCHERMA (FIAMMINGO o FIORETTO MASCHILE), ai TIRI, a volo, a segno (CAMBRIANI???) o nell’arco.

    Penso però sarà molto molto difficile poter ambire a 8/10 medaglie d’oro e 30 medaglie totali che possono rappresentare un’ottimo bottino per la nostra selezione.
    Vedremo anche tutto il percorso di avvicinamento che abbiamo intrapreso (dai Mondiali di Scherma…) e aggiorneremo le nostre considerazione, sperando di essere smentito strada facendo o direttamente a Rio…

  2. Gabriele Dente scrive:

    Personalmente sono piuttosto pessimista; questi tanti buoni atleti possono centrare la vittoria in una gara di coppa del mondo o a un europeo ma allo stesso modo incappano facilmente in una controprestazione ed escono subito o finiscono nelle retrovie. Al momento gli unici che mi sento di considerare certezze, sperando che non mi facciano cambiare idea, sono Di Francisca, Errigo, Zublasing, Paltrinieri e, forse, Pellegrini. Ne riparliamo, magari nel “borsino” 😉

Lascia un commento

Top