Ciclismo su pista, Europei giovanili: Italia promossa in chiave Tokyo 2020

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Il ciclismo su pista italiano ha definitivamente svoltato rispetto agli anni più bui. Le due medaglie ai Mondiali assoluti di febbraio in Francia con altri piazzamenti molto incoraggianti e i progressi in Coppa del Mondo, con chance di qualificazione olimpica vive in almeno cinque discipline, hanno testimoniato i sensibili miglioramenti del livello élite, ma altrettanto incoraggianti sono i successi che arrivano dal mondo giovanile.

Gli Europei U23 e Juniores di Atene hanno infatti regalato cinque podi all’Italia tra cui ben tre medaglie d’oro. Il settore femminile si conferma certamente più prolifico, eppure anche per i ragazzi di Marco Villa si registrano note positive: queste vanno oltre il bellissimo bronzo firmato da Simone Consonni e Francesco Lamon nel madison, riguardando infatti ancora lo stesso Consonni nell’omnium (quinto tra gli U23, potrebbe rappresentare una valida alternativa per fare “tirare il fiato” a Viviani in qualche evento ai massimi livelli). Non solo: Filippo Ganna si è confermato un ottimo prospetto dell’inseguimento e potrebbe presto entrare nel giro della nazionale maggiore, che proprio nel trenino ha bisogno di ricambi di qualità per giocarsi sino in fondo la possibilità di ottenere la carta olimpica.

Nel femminile, il lavoro a tutto tondo di Dino Salvoldi continua a mietere frutti di indiscutibile qualità. Un oro e un quarto posto dagli inseguimenti: le Juniores stupiscono il mondo con Sofia Bertizzolo, Rachele Barbieri, Elisa Balsamo e Marta Cavalli, con una nota particolare da dedicare alla stessa Bertizzolo, dominatrice incontrastata della categoria anche su strada; le U23 Francesca Pattaro, Arianna Fidanza, Maria Giulia Confalonieri e Beatrice Bartelloni – peraltro tutte già nel giro azzurro senior – sfiorano invece il podio, ma conferma come le più esperte Valsecchi, Guderzo e Frapporti possano contare su compagne di eccellente livello. La stessa Pattaro e Martina Alzini, in prospettiva futura, sembrano inoltre ottimi ricambi per l’omnium.

Rachele Barbieri esulta nella corsa a punti sfruttando un eccellente gioco di squadra con Elisa Balsamo e rinnovando la notevole tradizione tricolore in questa disciplina, così come fa Elena Bissolati nello scratch. Senza tuttavia permetterci di sottovalutare questi trionfi cristallini, l’argento conseguito dalla stessa Bissolati insieme a Miriam Vece nella velocità olimpica a squadre pesa in proporzione quasi quanto questi ori. L’Italia è stata per troppi anni non solo non competitiva, ma addirittura totalmente assente dalle gare di velocità internazionali maschili e femminili, con l’eccezione del coraggioso Francesco Ceci e, più recentemente, di Maila Andreotti: manca quel “professionismo della pista” che, in queste particolari specialità, permette ad altre nazioni di svettare. Bissolati e Vece sono giovanissime e possono essere considerate, come la maggior parte degli atleti sin qui citate, solamente in chiave Tokyo 2020, vista l’imminenza del prossimo appuntamento olimpico: le due cremonesi avranno invece bisogno, nella loro – si spera – lunga carriera, di essere assistite e supportate sotto tutti gli aspetti per poter sviluppare appieno questi invidiabili potenziali.

foto: Federciclismo

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marco.regazzoni@oasport.it

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