Volley, World League – Serbia batte Italia: le pagelle degli azzurri. Lanza il migliore, Zaytsev male al servizio

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Italian Ivan Zaytsev after loosing a match against Serbia


Ieri sera l’Italia veniva sconfitta dalla Serbia nella gara1 del quinto weekend della World League 2015 di volley maschile (clicca qui per la cronaca). Di seguito il consueto commento e le pagelle.

 

ITALIA: 5. Buone cose nel primo set lottato punto a punto e nel terzo parziale dove sono stati annullati ben tre match-point. Secondo 25 davvero incolore, il quarto intenso fino a metà poi lasciato andare sul primo break utile.

Questa la fotografia della nostra Nazionale nella serata di Novi Sad. Un gruppo che a sprazzi ha fatto vedere anche delle cose interessanti sotto il profilo tecnico ma che manca ancora di continuità, che fatica a imporsi e a trovare l’amalgama. Il gioco latita, anche se sembra in crescita per alcuni aspetti, ma manca ancora quella tenuta mentale che tanto stiamo cercando.

La strada del cambio di modulo è ormai presa ufficialmente ma ancora una volta è stato cambiato il sestetto iniziale (Sabbi opposto, Vettori in panchina): serve forse giocare con lo stesso gruppo per provare a trovare quel qualcosa che manca ancora a questa Italia, troppo lontana dagli standard richiesti e desiderati da tutto il popolo azzurro.

Una Serbia non trascendentale ma ben schierata e trascinata dai soliti noti è bastata per imporci un secco 3-1 e la seconda sconfitta negli scontri diretti stagionali. Urgono revisioni e accorgimenti a caccia di quella crescita che seguirà per il prosieguo della stagione: mancano due mesi alla Coppa del Mondo e solo due settimane abbondanti alla Final Six di Rio.

 

FILIPPO LANZA: 6,5. Il miglior azzurro in campo, forse uno dei pochi a crederci continuamente nell’arco dei quattro set giocati. Picchia duro in attacco senza paura, risolve situazioni complicate e sale in cattedra quando davvero conta. Purtroppo è spesso isolato e alcune marcature non avranno il peso che avrebbero potuto avere. Chiuderà la serata con 17 punti.

GIULIO SABBI: 6. Sparisce un po’ nella prima metà del terzo set, per il resto è molto continuo e propositivo. Sorprende la sua presenza in campo al posto di Luca Vettori. Determinante con 4 aces che fanno respirare gli azzurri, in fase offensiva spiccano alcuni attacchi rilevanti ma la percentuale di realizzazione è da migliorare.

MASSIMO COLACI: 6. Generosissimo. Fa il suo dovere e recupera quel che può, confermando il suo buon rendimento e l’importanza che riveste nello scacchiere di questa Nazionale.

 

DRAGAN TRAVICA: 5. Forse il suo gioco troppo classico permette alla Serbia di leggere abbastanza agevolmente l’attacco degli azzurri, spesso fermati dal muro e ben tenuti con la ricezione. Bravo ad insistere tanto su Lanza davvero in palla, Zaytsev è cercato abbastanza ma non sempre con i palloni più amati dal nostro attuale posto 4.

IVAN ZAYTSEV: 5. Insufficienza per i troppi errori al servizio che hanno un po’ tagliato le gambe all’Italia. Lo Zar deve ancora ingranare la miglior marcia dalla linea dei 9 metri: speriamo di recuperarlo presto anche in questo fondamentale, uno di quelli che gli hanno regalato più gioia. In crescita la ricezione, attacca anche una buona quantità di palloni (ben 30) ma chiuderà solo con il 33% di realizzazione. Anche se quando spinge in attacco in maniera incisiva fa male agli avversari.

EMANUELE BIRARELLI e SIMONE ANZANI: 5 e 4. I centrali hanno faticato per tutta la serata. Il muro è stato il fondamentale più deficitario della nostra formazione, capace di produrre pochi punti diretti e soprattutto mai in grado di stoppare gli avversari. Tanti errori di impostazione e tecnici, muri a 3 slegati, slavi più rapidi e bravi a leggere le varie situazioni. Simone verrà sostituito da STEFANO MENGOZZI (5) a partire dal terzo parziale.

OLEG ANTONOV: S.V. Subentra per delle rotazioni al servizio nei quattro parziali e dà un importante contributo.

ANDREA GIOVI: S.V. Qualche scambio nel secondo set (non da libero).

Non entrati: LUCA VETTORI, SALVATORE ROSSINI, DAVIDE SAITTA, LUIGI RANDAZZO.

 

(foto FIVB)

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