Tuffi, Europei Rostock 2015 -2: l’Italia vuole graffiare

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Tania Cagnotto, Francesca Dallapè, Noemi Batki. Le medaglie italiane degli Europei 2014 di tuffi portano la firma delle tre donne che da molti anni aumentano il bottino del Bel Paese da trampolini e piattaforme. Al contrario, invece, il settore maschile non sale sul podio da Torino 2009: in quell’occasione argento di Christopher Sacchin da 1 metro, bronzo di Michele Benedetti da 3 metri e bronzo di Nicola e Tommaso Marconi nel sincro 3 m.

Tra due giorni, a Rostock, inizierà l’edizione 2015. Dieci gli azzurri convocati, una spedizione ricca con il solo sincro piattaforma femminile scoperto. Una squadra composta da veterani, tante certezze e qualche volto nuovo: Elena Bertocchi, parlando di esordio assoluto, e Andrea Chiarabini, al rientro in un un grande evento internazionale dopo Barcellona 2013. Il romano, però, non salterà dalla piattaforma: in Germania sarà impegnato nella nuova veste di trampolinista, partendo da 1 metro e con Rio (e quindi i 3 m) nel mirino. Ha tutte le qualità per fare bene, la speranza è che riesca a trovare il giusto equilibrio mentale.

Inutile dire che le principali speranze di medaglia saranno riposte nella fuoriclasse bolzanina, 30 anni e 22 medaglie europee. Tania Cagnotto vince da sei anni consecutivi il sincro con Francesca Dallapè e, dopo l’argento nella tappa delle World Series di Londra, la coppia magica azzurra proverà a confermarsi in vetta all’Europa per la settima stagione consecutiva. Non semplice, ma ampiamente alla portata, anche la conferma da 1 metro (cinque ori nelle ultime sei edizioni). Mai come quest’anno, però, sarà fondamentale vincere la gara dal trampolino olimpico, sfumata con amarezza nel 2013 (argento dietro Tina Punzel) e nel 2014 (argento dietro Nadezhda Bazhina). In palio c’è un pass per Rio 2016 e conquistarlo fin da subito vorrebbe dire guardare con maggior fiducia sì al prossimo anno, ma anche ai prossimi mesi, con i Mondiali di Kazan (24 luglio-2 agosto) all’orizzonte. Dopo un avvio di stagione convincente, l’azzurra ha vissuto un passaggio a vuoto tra infortuni e malanni. Ora è importante recuperare la piena forma fisica per approcciare al meglio una lunga e delicata estate di eventi.

Buone possibilità di bissare quanto meno l’argento di Berlino, o comunque il podio, per Noemi Batki dalla piattaforma. Mancheranno le britanniche Tonia Couch e Sarah Barrow, rivali ostiche, e le principali avversarie della triestina saranno Yulia Prokopchuk e Laura Marino. In stagione Noemi ha lavorato a Plymouth, tornando purtroppo con un problema fisico risolto poco prima del bronzo al Grand Prix di Leon. Considerate le assenze delle due inglesi e la grande competitività che sta offrendo la piattaforma femminile a livello mondiale, non è utopico affermare che, vincendo l’oro, Noemi Batki metterebbe al sicuro una qualificazione olimpica non così scontata da raggiungere a Kazan. E passare dalla Coppa del Mondo di febbraio significherebbe compromettere in parte la preparazione per Rio.

Capitolo maschile, con sei atleti diversi impegnati nelle varie altezze e qualche ambizione con Giovanni Tocci (1 metro) e i due sincro (Benedetti-Rinaldi da 3 m e Dell’Uomo-Verzotto da 10): l’occasione è ghiotta soprattutto per il cosentino, dal talento infinito e sempre protagonista quest’anno dal trampolino non olimpico. Una medaglia rappresenterebbe il modo perfetto per guardare con ottimismo a un futuro che può regalare molte gioie anche da 3 metri. Difficili altre affermazioni individuali, soprattutto per il deficit nei coefficienti di difficoltà, mentre viste le assenze di alcuni grandi interpreti (i britannici Thomas Daley e Jack Laugher su tutti, ma anche l’ucraino Oleksandr Bondar) con grandi prestazioni e un po’ di buona sorte – spesso avversa di recente ai tuffi italiani – non è impossibile sognare. Quel che è certo è che l’Italia non parte battuta e vuole recitare un ruolo da protagonista.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

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Foto da: pagina Facebook Europa Center Srl

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