Tour de France 2015: i francesi cercano il successo trent’anni dopo Hinault

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Quest’anno ricorrono i trent’anni dall’ultima vittoria francese alla Grande Boucle, quella di Bernard Hinault, che nel 1985 conquistò il suo quinto Tour de France. È pur vero che nel 1989 le cose sarebbero potute andare diversamente, con il compianto Laurent Fignon che fu battuto per soli otto secondi dallo statunitense Greg Lemond, ma resta comunque un lasso di tempo enorme per un Paese che organizza la corsa più importante del mondo e che vanta ben trentasei vittorie, il doppio del Belgio, secondo per numero di successi.

Dallo scandalo Festina del 1998, la Francia ha trascorso ben quindici Tour de France senza vedere i propri atleti salire sul podio, fino all’eccezionale edizione dell’anno scorso, con Jean-Christophe Péraud e Thibaut Pinot che hanno accompagnato Vincenzo Nibali nella premiazione degli Champs Élysées. In questi anni bui del ciclismo francese, molti affermarono che la Francia non avrebbe potuto più vincere ad alti livelli fino all’estirpazione della piaga doping, proprio per i provvedimenti molto seri che furono presi nel Paese del Tour dopo “l’affaire Festina”, mentre altrove (Stati Uniti, Spagna ed anche Italia) si continuava a far finta di nulla, come si è poi venuto a sapere con qualche anno di ritardo.

Sta di fatto che ad oggi la Francia può sognare in grande grazie alla sua nuova generazione di talentuosi ciclisti, e a partire da quest’anno potremmo tornare a vedere un padrone di casa trionfare sotto l’Arco di Trionfo. Ma chi sarà il primo francese a vincere il Tour dopo Hinault nel 1985? Proviamo a vedere i principali candidati.

THIBAUT PINOT
Pro: il ventiquattrenne della FdJ.fr è in piena ascesa e viene dalla conquista del podio finale e della maglia bianca nella passata edizione. Al momento sembra il favorito numero uno per rompere il digiuno francese al Tour, grrazie soprattutto ai progressi nelle prove contro il tempo ed alle convincenti prestazioni in salita di questa stagione. Risolti i problemi psicologici in discesa, che lo avevano condizionato nella prima parte di carriera, Pinot ha sempre meno punti deboli, e può essere oramai annoverato tra i migliori scalatori del pianeta.
Contro: la formazione Fdj.fr non è abituata a correre per la conquista di un Grande Giro, ed i compagni di squadra potrebbero dimostrarsi non all’altezza, soprattutto dopo il forfait di Arnold Jeannesson. Il solo innesto di Steve Morabito, già fedele gregario di Cadel Evans, potrebbe non risultare sufficiente.

ROMAIN BARDET
Pro: anche Bardet ha dimostrato di essere migliorato a cronometro nelle ultime due stagioni, ed oramai ha acquisito l’esperienza di correre un Grande Giro da protagonista, cosa che fino all’anno scorso non aveva ancora fatto, al contrario di Pinot. L’Ag2r è una squadra di ottimi scalatori che può garantirgli tutti gli strumenti necessari per fare il salto di qualità.
Contro: coetaneo di Pinot, Bardet sembra al momento leggermente indietro rispetto all’amico-rivale. Il podio ottenuto da Jean-Christophe Péraud lo scorso anno, inoltre, potrebbe costringerlo a ritagliarsi ancora per un anno un ruolo da secondo capitano.

JEAN-CHRISTOPHE PÉRAUD
Pro: stando a quanto visto nell’edizione 2014 del Tour, l’ex biker è il più completo degli uomini di classifica tra i francesi. Dotato di grande resistenza in salita, il veterano dell’Ag2r eccelle sia nelle tappe più impervie che a cronometro, come ha dimostrato già lo scorso anno, quando conquistò la seconda posizione nonostante una foratura nella prova contro il tempo.. Anche per lui, l’arma del collettivo non è da sottovalutare.
Contro: il trentottenne sembra aver raggiunto proprio nel 2014 l’apice della sua carriera su strada, ed ogni anno che passerà diventerà più difficile ripetere quell’exploit. Dopo il grande risultato della scorsa edizione, potrebbe decidere di mettersi al servizio del giovane Bardet.

PIERRE ROLLAND
Pro: lo scalatore della Europcar ha oramai l’esperienza e la maturità necessaria per cercare il grande risultato. Per via della sua mole, maggiore rispetto agli altri uomini da salite, le ascese mediamente più dolci del Tour potrebbero favorirlo rispetto a quelle del Giro d’Italia, dove si è cimentato l’anno scorso.
Contro: Rolland ha dimostrato in più occasioni di essere negato per le prove contro il tempo, se vorrà puntare in alto dovrà fare un grande lavoro per colmare questa lacuna. Da testare anche le capacità di una formazione che, seppur per motivi che esulano dai risultati sportivi, è stata “retrocessa” tra le Continental.

WARREN BARGUIL
Pro: giovanissimo, Barguil si è messo in evidenza alla Vuelta 2013, vincendo due delle tappe più dure. Lo scalatore classe 1991 ha tutte le qualità necessarie per brillare in salita.
Contro: sebbene siano in molti a puntare su di lui, nulla potrà essere detto fino a quando non vestirà per la prima volta i gradi di capitano in un Grande Giro. Vincere una tappa e vincere un Tour non è la stessa cosa, oltretutto per lui sarà la prima esperienza in assoluto sulle strade della Grande Boucle.

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Immagine: Thibaut Pinot (pagina Facebook)

giulio.chinappi@oasport.it

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