Rugby seven, l’Italia sempre al palo dopo Mosca. Orazio Arancio (TM): “Siamo delusi, ma serve fiducia”

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Undicesimo posto, quattro sconfitte ed una sola vittoria (all’ultima sfida utile) e la chimera Rio definitivamente svanita. Non che le chance fossero altissime prima della tappa di Mosca delle Grand Prix Series, il mini-circuito europeo che mette a disposizione un pass per il rugby seven alle Olimpiadi 2016. Nell’Italia vista in Russia qualcosa non ha palesemente funzionato, nulla è andato come avrebbe dovuto essere ma andare a ricercare i mali del Sevens italiano a Mosca sarebbe deleterio. Lo sa bene Orazio Arancio, team manager della nazionale, che ha affidato nella giornata di ieri i suoi pensieri sulla difficile (eufemismo) situazione italica del rugby a 7 ad un commento su Facebook.

“Purtroppo non è andata come speravamo e le aspettative erano decisamente diverse. Siamo delusi, lo sono i ragazzi e lo è lo staff. I ragazzi hanno lavorato sodo e la programmazione del lavoro è buona in rapporto alle risorse a disposizione ma soprattutto in rapporto alla disponibilità dei giocatori concessa dai club. È ovvio che alla luce dei risultati di questo torneo bisogna lavorare ancora di più per poter essere competitivi – spiega Arancio – , non solo con gli All Blacks ma anche con il Belgio e la Germania, giusto per citare due nazioni che hanno investito tutto sul Seven. Non è corretto sminuire il valore degli avversari solo perché non sono competitivi nel rugby a 15, perché, se ancora non si fosse compreso, il Seven è tutta un’altra cosa, tanto è vero che nazioni come Kenya e Stati Uniti sono ai vertici mondiali di questa specialità stravolgendo di fatto il ranking mondiale”.

La delusione, insomma, è forte per un inizio tutt’altro che positivo, nonostante la prima buona partita contro la Russia padrone di casa (sconfitta solo per 24-21). Poi, però, la luce si è spenta, con le sconfitte contro Germania, Spagna e Belgio, prima del successo consolatorio contro la Romania. “Stiamo cercando, tutti insieme, di capire cosa sia successo. Siamo concordi che probabilmente la causa è legata al fatto che, rispetto ad altre nazioni, non abbiamo avuto modo di giocare alcun torneo preparatorio, per i motivi che ho già citato – afferma il team manager – L’ultimo torneo giocato è stato a Settembre dello scorso anno, e per motivi organizzativi e di concomitanza non potremo nemmeno partecipare al Roma Seven, al momento unico torneo internazionale in Italia.Quanto detto non vuole essere una scusa ne tanto meno un’attenuante, siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, chiedo solo di avere più fiducia in questo gruppo ed in questa nazionale che ci rappresenta, nel bene e nel male, tutti. I ragazzi se la meritano”.

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daniele.pansardi@oasport.it

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