Nuoto di fondo: l’Italia guarda con ottimismo a Kazan 2015

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Nel week-end appena trascorso si è disputata la tradizionale 10 chilometri di nuoto di fondo al Lago Balaton, in Ungheria, gara valevole per la quinta tappa della Coppa del Mondo 2015. L’Italia, che per questa stagione non potrà contare sul talento di Martina Grimaldi – sempre a medaglia dal 2008 al 2014 in un grande evento internazionale -, può comunque sorridere con quattro atleti in grado di chiudere nelle rispettive top ten. Se dovesse ripetersi il risultato magiaro anche ai Mondiali di Kazan, significherebbe mandare direttamente tutti e quattro gli azzurri a Rio 2016. Ottimo biglietto da visita per confermarsi competitivi e sognare il podio.

L’emiliana, reduce dal cambio di guida tecnica e da un periodo in cui la serenità è venuta meno nonostante i recenti titoli mondiali ed europei nella maratona della 25 chilometri, in Russia dovrebbe gareggiare solo nella 5 km. Ma per la 10, specialità olimpica, le carte non mancano. Rachele Bruni, ex “velocista”, è esplosa in questa stagione anche nella distanza doppia. Due vittorie in avvio di Coppa del Mondo – Viedma e Abu Dhabi – e il quarto posto di sabato scorso sono un bottino di tutto rispetto che, per altro, la mantengono in vetta alla classifica Fina con un ricco montepremi finale. La toscana, classe 1990, nuota già con l’esperienza di una veterana ed è tra le papabili per il podio mondiale. Tutta ancora da scoprire, o quasi, è invece Aurora Ponselè. La pesarese si alterna tra acque libere e vasca, parte a mille e deve ancora imparare a gestirsi al meglio. In bacheca ha già un bronzo europeo e la terza piazza di quest’anno a Cozumel, ma la sensazione è che il suo talento non sia sbocciato del tutto.

In campo maschile, non sazio per la vittoria nella tappa d’esordio in Argentina e il terzo posto di Cozumel, Simone Ruffini ha dato continuità a una condizione invidiabile post doppio trionfo degli Assoluti di Castel Gandolfo ed è salito sul gradino più basso del podio anche in Ungheria. Ormai è lui il leader di un gruppo che, dopo Valerio Cleri, ha faticato a trovare un big in grado di nuotare testa a testa con i migliori del mondo. Classe 1989, è nel momento perfetto della carriera: il biennio olimpico è iniziato alla grande, Kazan sarà l’antipasto di qualcosa che potrebbe risultare storico. Introdotto nel 2008, il nuoto di fondo non ha infatti ancora regalato gioie maschili all’Italia. Ci proverà anche Federico Vanelli, in costante crescita sia a livello nazionale che, soprattutto, internazionale.

Uscendo con lo sguardo dai confini azzurri, il britannico Jack Burnell dopo il primo posto in Messico e il secondo negli Emirati Arabi Uniti ha vinto anche al Lago Balaton, anticipando il greco Spyiridon Gianniotis (35 anni, prima partecipazione olimpica a Sydney 2000, tre ori mondiali in palmarès), e ha ribadito le proprie intenzioni di monopolio in un circuito ormai privo del tedesco Thomas Lurz, ritirato. Al femminile, invece, la britannica Keri Anne Payne sembra essere tornata sui livelli di qualche stagione fa, ma per il Mondiale le favorite sembrano la brasiliana  e l’olandese Sharon van Rouwendaal.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Fina Abu Dhabi World Cup/credit DeepBlueMedia

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