Golf, US Open 2015: tutto aperto a Chambers Bay. McIlroy e Spieth favoriti, Mickelson per il Grande Slam

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Lo US Open 2015, 115esima edizione del secondo Major stagionale, è ormai alle porte. Tra due giorni il Chambers Bay di University County aprirà per la prima volta le porte ad un torneo professionistico, dopo essere stato aperto appena otto anni fa. Un percorso atipico per gli Stati Uniti, la cui vicinanza al mare e il fondo sabbioso lo rendono di fatto molto simile ad un link britannico caratteristico degli Open Championship. E proprio l’incognita rappresentata dal campo, insieme alle prestazioni altalenanti di tanti big degli ultimi tempi, sembrano far presagire un torneo aperto anche a possibili sorprese.

A meno che qualche fuoriclasse non decida di prendere in mano le situazioni e dare sfoggio di tutte le proprie qualità. Al momento, soltanto in due sembrerebbero avere le carte in regola per sbaragliare in modo netto ed ampio la concorrenza, sebbene molte delle loro possibilità dipenderanno inevitabilmente dal grado di adattabilità al campo. Il riferimento, naturalmente, non può che essere a Rory McIlroy e Jordan Spieth. E chi altrimenti, se non i numeri uno e due del ranking mondiale? Il nord-irlandese e il texano appaiono gli unici nel pianeta golfistico in grado di fare davvero la differenza, come dimostrato nell’ultimo anno da Rory e al Masters da Jordan. Eppure, il britannico arriva da due clamorosi tagli consecutivi al BMW PGA Championship e all’Irish Open (a casa sua, insomma), per cui il suo stato di forma è un po’ un’incognita. Il periodo di riposo non può che avergli fatto bene. Diverso il discorso per Spieth, senz’altro più regolare nelle ultime settimane con due Top 3 negli ultimi tre tornei giocati. Tutto sta nel capire come il giovane 22enne reagirà ad un campo estremamente particolare, a cui difficilmente è abituato.

Alle loro spalle, perlomeno nella griglia di partenza, c’è poi un folto gruppo di fenomeni pronto ad inserirsi nella corsa alla vittoria, a partire da chi andrà a caccia del Career Grand Slam. Per Phil Mickelson sarà il secondo tentativo di chiudere il cerchio, in un torneo che lo ha visto arrivare al secondo posto per ben sei volte, ultima quella del 2013. Lefty appare in ottima forma, forte del recente terzo posto al St. Jude Classic, per cui l’assalto alla storia non sembra così utopistico. Come non lo è una possibile prima volta giapponese in un Major, magari grazie a quell’Hideki Matsuyama ormai stabilmente tra i primi 15 al mondo e pronto a togliersi una grande soddisfazione in carriera. Si presenta con un bel biglietto da visita (secondo al Memorial due settimane fa) anche Justin Rose; l’inglese, vincitore dello US Open 2013, potrà sfruttare la sua grande regolarità per combattere le insidie di Chambers Bay e per puntare ad un ipotetico bis. Chi, invece, vuole dimostare di non essere il numero tre del mondo a caso è Jim Furyk, capace in genere di adattarsi su tutti i terreni forte della sua grande esperienza, mentre Rickie Fowler dovrà dimostrare di non pescato soltanto il jolly con la favolosa vittoria al The Players, ma di aver definitivamente voltato pagina dopo un avvio di stagione deficitario. Le qualità, in entrambi i casi, sono enormi.

Tutta da scoprire, invece, la condizione di Dustin Johnson, ritiratosi dal St. Jude Classic ma reduce in precedenza da un un paio di buoni risultati. Da non sottovalutare, inoltre, chi va sempre a caccia del primo Major (oltre al Johnson), ovvero lo spagnolo Sergio Garcia, l’australiano Jason Day e lo svedese Henrik Stenson, mentre devono rialzarsi da un periodo buio Bubba Watson e il campione in carica dell’Open, Martin Kaymer. Il dominio di Pinehurst, tuttavia, appare solo un lontano ricordo per il tedesco.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: Facebook

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