Golf, US Open 2015: Spieth-Reed, giovani terribili al comando. Molinari in difficoltà, 21°

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La coppia terribile della Ryder Cup 2014 vola in testa allo US Open 2015 dopo il secondo round. Jordan Spieth e Patrick Reed, 22 anni il primo e 25 il secondo, si prendono la testa della classifica del secondo Major stagionale sul Chambers Bay (Par 70) di University County, portandosi a -5 (135) su un campo che, a poco a poco, sembra diventare ogni giorno un po’ più difficile anche per via del vento (sono sedici i giocatori sotto Par). Spieth (68 67), uno dei grandi favoriti della vigilia, sfrutta invece le condizioni favorevoli del mattino per siglare un importante -3 (67), non senza rimpianti per un doppio bogey a metà percorso senza del quale avrebbe potuto salutare la compagnia. Resta, però, una grande prova contornata da ben sei birdie ed un solo bogey. Si difende come meglio non potrebbe al pomeriggio, invece, Reed (66 69): sei i bogey, ma cinque birdie e anche un fondamentale eagle alla 12 per il -1 di giornata (69).

Un gran -3 consente di risalire la china fino in terza posizione a Branden Grace: il sudafricano è ad un’incollatura da Spieth e Reed grazie a quattro birdie, un eagle e due bogey per un totale di -4 (136), pari merito con un Dustin Johnson maggiormente in difficoltà dopo il grande inizio di ieri. Lo statunitense, tuttavia, è bravo a limitare i danni con un +1 (71) e a restare ai piani alti. Quartetto di grandi sorprese, invece, in quinta posizione, con tre statunitensi come Daniel Summerhays, Ben Martin e Tony Finau e l’olandese Joost Luiten subito a ridosso dei migliori con -3 (137). Difficilmente, però, questo poker resterà a contatto anche nel weekend. Chi, invece, punta a salire ancora è l’australiano Jason Day, nono a -2 (138) insieme ad un JB Holmes capace di stampare il miglior punteggio di giornata (66, -4) e ad un altro americano, Jamie Lovemark. Scivola in 12esima posizione Henrik Stenson, totalmente in balìa di Chambers Bay pur partendo dalla vetta: +4 (74) di giornata e -1 sullo score.

E veniamo a Francesco Molinari. Solite ottime percentuali, grande regolarità nel gioco lungo ma non nei recuperi e nel gioco corto, che lo hanno punito e costretto a perdere terreno in classifica, scendendo al 21esimo posto con +1 (141 – 68 73). Chicco sembrava destinato ad un round anche peggiore, visti i cinque bogey messi a referto fino alla 14esima buca; poi lo scatto d’orgogio, con due birdie fondamentali che gli permetteranno di riportarsi in supercifie nel weekend.

In grande difficoltà anche Phil Mickelson, 35esimo (+2) dopo un negativo +4, mentre Rory McIlroy non riesce ad imprimere una svolta al torneo e si arena in 44esima posizione, a +4 al termine di un giro chiuso in +2 come il precedente. Fin troppo falloso il nord-irlandese nel gioco lungo, in cui la grande potenza sprigionata non corrisponde ad adeguata precisione. E ora Spieth è già distante nove colpi. Forse troppi.

Diverse le eliminazioni eccellenti: quella del campione uscente Martin Kaymer (+6), di Bubba Watson (+7), di Graeme McDowell (+8) e soprattutto quelle di Rickie Fowler (+13) e di Tiger Woods (+16), inevitabili dopo l’81 e l’80 di ieri. Il primo ha parzialmente reagito con un 73, mentre la Tigre conclude il peggior Major della sua carriera con un +6.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: Golf.com Official Twitter

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