Golf, US Open 2015: Molinari subito settimo, Johnson e Stenson al comando. Disastro Woods-Fowler

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Comincia nel segno di Dustin Johnson e di Henrik Stenson la 115esima edizione dello US Open 2015, secondo Major stagionale. Lo statunitense e lo svedese ritoccano entrambi il proprio record di score più basso su un giro di uno Slam stampando un ottimo -5 (65) sull’inedito percorso di Chambers Bay (Par 70), a University County. Il particolare links americano non ha ancora eretto tutte le sue difese, lasciando spazio a diversi tentativi di abbassare il punteggio, eppure i giocatori sotto Par sono già soltanto venticinque.

I due leader chiudono quasi con la stessa medesima scorecard: sei birdie ed un bogey per l’americano, sette birdie e due bogey per lo svedese, ambedue aiutati ragionevolmente dalla propria potenza di fuoco. Brillante inizio anche di Patrick Reed, anch’egli tra i più attesi della vigilia; lo statunitense è subito terzo con -4 (66), confermando la propria adattabilità ai percorsi impegnativi. Si rivede tra le posizioni di testa Matt Kuchar, quarto con -3 (67) insieme a Ben Martin e alla sorpresa Brian Campbell, un amateur. Non sorprende, invece, la settima posizione provvisoria di Francesco Molinari. All’Italiano questo campo sembra piacere e le prime risposte sono state più che confortanti, con un tonico -2 (68) di Chicco con le solite percentuali da capogiro da tee a green ed una pregevole rimonta nella seconda metà di giornata. Le prime nove, infatti, erano state chiuse dal torinese sul +1 dopo un birdie e due bogey, ma nelle back nine il cambio di marcia ha prodotto ben tre birdie e nessun errore. L’italiano si ritrova a pari merito con uno dei grandi favoriti del torneo, Jordan Spieth, già ai vertici così come l’australiano Jason Day, oltre allo scozzese Marc Warren, all’olandese Joost Luiten e agli statunitensi Jason Dufner e Cody Gribble.

Risponde subito presente anche Phil Mickelson, a caccia del Career Grand Slam. Il mancino di San Diego è 14esimo a -1 (71) non senza rimpianti, per un grande inizio (tre birdie nelle prime otto) sporcato poi da qualche bogey di troppo. Partenza complicata, invece, per Rory McIlroy,. Il nord-irlandese non va oltre un +2 (72) iniziale e si attesta temporaneamente in 52esima posizione dopo quattro bogey e due birdie e, in generale, una giornata che lo ha visto spesso incappare nei trabocchetti di Chambers Bay. Chi, invece, ha compiuto un totale disastro portano i pesanti nomi di Tiger Woods e Rickie Fowler. Il primo, nonostante l’ottimismo della vigilia, ha infilato sette bogey ed un triplo bogey alla buca 14, prima di una sequenza birdie-bogey che ha soltanto colorato ulteriormente la sua scorecard per un complessivo +10 (80). Fowler, nonostante uno spettacolare eagle al Par 4 della 12, è riuscito nell’impresa di far peggio: sequenza di doppio bogey-bogey-doppio bogey-triplo bogey, con altri cinque colpi persi successivamente ed un +11 (81) sul groppone. Entrambi sono già fuori dai giochi salvo miracoli, in 152esima e in 155esima posizione. Terzultimo e penultimo.

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Credit Federgolf

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