Calcio femminile, Mondiali Canada 2015: la tradizione Germania-Usa opposta al resto del mondo

297266_201272779934660_1807624_n.jpg

Manca davvero poco all’inizio dei Mondiali in Canada di calcio femminile (6 Giugno) ed è tempo di analizzare le partecipanti, in particolare le favorite della vigilia. In questo senso, non si può che partire dalla Germania, allenata da Silvia Neid, che si presenta all’appuntamento iridato come il solito “caterpillar” ricco di talento e tanta convinzione. Due titoli all’attivo nel palmares teutonico e la presenza nella rosa di calciatrici del calibro di Celia Sasic, Anja Mittag e Dzsenifer Marozsán che, nel computo di reti realizzate e assist a favore delle proprie compagne, rappresentano l’elitè mondiale. 62 i goal messi a segno dalle tedesche e solo 4 marcature subite nel corso delle qualificazioni dimostrano la forza collettiva di cui l’11 germanico è dotato.

Rimanendo in un’ottica di tradizione, anche gli Stati Uniti d’America, al contrario di quello che avviene a livello maschile, hanno un bacheca ricca di allori, tra Mondiali e Olimpiadi ( 4 ori a cinque cerchi in 5 edizioni), e rientrano nel lotto delle rappresentative più forti. Tra i tanti nomi che annovera il rooster stelle e strisce è di giusta menzione la veterana Carli Lloyd vera e propria eroina a Londra, con i suoi 6 goal messi a referto che sono valsi la medaglia del metello più pregiato. All’età di 32 anni e classe ’82, nonostante il tempo che passa, la Lloyd è senza dubbio tra le calciatrici più carismatiche e importanti per il team americano e potrebbe essere nuovamente decisiva per le fasi calde del torneo.

In un contesto del genere, le due grandi potenze citate  sono in una sorta di angolo per fronteggiare tutte le nazioni nuove o recenti che hanno già fatto molto come il Giappone, campione uscente, o lo stesso Canada, Paese ospitante nonché terzo alle Olimpiadi, superando proprio le nipponiche. In questo senso, non possiamo neanche dimenticare il Brasile con la straordinaria Marta, miglior giocatrice del mondo nel quadriennio 2006-2010 e la nouvelle vague francese, in grande ascesa dopo il quarto posto del 2011 in Germania.

Diventa, pertanto, difficile dire chi siano le favorite a scatola chiusa e quello che, al momento, può guidare sul tener conto di una o dell’altra si fonda sulla storia che ogni nazione ha e sul numero di giocatrici di talento che ogni squadra possiede. Non resta che aspettare ancora qualche giorno, il rettangolo verde, come sempre, emetterà le sue sentenze.

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

giandomenico.tiseo@oasport.it

Immagine:

Twitter: @Giandomatrix

Lascia un commento

Top