Calcio, Europei 2015 under 21: Italia-Portogallo è già dentro o fuori

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Italia-Portogallo degli Europei under 21 in programma stasera alle 20.45 vuol già dire dentro o fuori. Reale, ben più pesante di quell’Italia-Svezia inaugurale che avevamo indicato come sfida cruciale e che gli azzurrini, in controllo per quasi un’ora di gioco, sono riusciti a perdere nel finale. Sarebbe stato fondamentale partire bene e invece no. L’Italia è aggrappata a un filo: l’aritmetica dice che è ancora tutto aperto, ma la realtà dei fatti è ben diversa. Tre giornate di squalifica per Sturaro, condizione fisica che desta preoccupazioni e, soprattutto, due corazzate da affrontare. Luigi Di Biagio è spalle al muro.

Spesso però in passato è in queste situazioni che l’Italia calcistica ha dato il meglio di sé. Qui lo scenario è diverso, molti giocatori pagano proprio l’esperienza ai più alti livelli internazionali che può fare la differenza nei momenti cruciali delle sfide, ma è vietato abbattersi. Più volte si è detto che la forza del gruppo è l’arma in più. Un gruppo che, a parte pochissimi nuovi innesti, lavora insieme dall’agosto 2013. Il ct sa quali tasti toccare per muovere le corde giuste. L’orgoglio azzurro promette pronto riscatto, almeno a livello di cuore. Il Portogallo è indicato da molti come la favorita numero uno, ma l’Italia deve provarci.

Cosa va sistemato: il secondo tempo. Guai a smettere di correre, abbassare il baricentro vorrebbe dire andare in affanno per oltre mezz’ora di gioco e la qualità dei lusitani può far male a chiunque il qualsiasi momento. Serve più personalità, ma nella sua accezione positiva: non reazioni ingenue come quella di Sturaro, bensì leader che sappia trascinarsi la squadra sulle spalle. Il centrocampista juventino rappresentava l’identikit perfetto dopo la grande semifinale di Champions League contro il Real Madrid, ma ha tradito le attese complicando il torneo a tutti i propri compagni.

Infine, da cosa ripartire. L’Italia, schierata con il 4-3-3, nel primo tempo non ha praticamente corso rischi contro una Svezia fisica e dalla qualità innescata solo a tratti. Belotti è l’ariete d’area di rigore che farebbe comodo anche alla nazionale maggiore, Berardi sembra brillante (e non è scontato con un talento così altalenante come il suo) e – seppur ancora non al 100% – il talento di Bernardeschi sembra imprescindibile per creare pericoli in attacco. Anche Cataldi nello scampolo di partita disputato con gli scandinavi ha convinto. Con qualche aggiustamento tecnico, maggior concentrazione, reparti sempre collegati e coraggio l’Europeo può ancora continuare.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

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Foto da: profilo Twitter Uefa

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