Beach volley. Il pagellone della settimana

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Alex Ranghieri 9: che aspettasse solo il momento giusto per esplodere ad altissimo livello si era capito da un po’. La molla è scattata e i due podi (oro a Lucerna, bronzo preziosissimo a Porec) stagionali lo stanno a dimostrare. Alex è uno dei migliori “blocker” del circuito in questo primo scorcio della stagione, in attacco è devastante, può migliorare la precisione dell’alzata e l’efficacia al servizio ma soprattutto deve dimostrare di saper reggere la pressione e in questa aspetto sembra cresciuto tantissimo nell’ultimo periodo. Il primo passo verso Rio è stato fatto ma serve continuità.

Adrian Carambula 9: che giocatore! Sarà pure non un capolavoro di stile, sfigurerà pure davanti ai fisici statuari di gran parte dei protagonisti del World Tour ma in tanti vorrebbero avere il suo senso della posizione in difesa, la sua tecnica di attacco, la sua varietà di battuta e la sua carica trascinante. Innesto azzeccato, anche perché affronta ogni momento dentro e fuori dal campo con la giusta umiltà e il sogno a cinque cerchi potrebbe diventare realtà.

Nicolai/Lupo 6.5: la posizione è sempre la stessa rispetto a Mosca e tutto sommato, viste le premesse, va bene così. Però non è arrivato quel piccolo passo avanti che era lecito aspettarsi dopo aver ristabilito il contatto col campo. La netta sconfitta contro la versione meno brillante di Ricardeo/Emanuel conferma lo stato di forma ancora approssimativo degli azzurri.

Menegatti/Orsi Toth 7.5: un quinto posto in una Major Series (qualcosa in più di un Grand Slam) è indubbiamente un risultato di prestigio ma l’occasione per raggiungere la finale era ghiotta e lo conferma la coppia canadese Bansley/Pavan che, dopo aver eliminato le azzurre, è andata a giocarsi il titolo contro le imbattibili Larissa/Talita. Fa rabbia il modo in cui è arrivata la sconfitta con le italiane avanti 1-0 e 6-1 nel secondo set. Da evitare i contraccolpi psicologici e da sfruttare la buona condizione atletica.

Francesco Vanni 8: A 28 anni, a cinque anni dalla sua prima e unica apparizione sulla sabbia del foro italico di Roma, l’abruzzese torna in un torneo del World Tour dopo il primo trionfo internazionale con il nuovo compagno Andrea Tomatis. A Fregene gioca un grande torneo e chiude imbattuto confermando di avere raggiunto una qualità di gioco già emersa lo scorso anno nel campionato italiano. Ora serve un ulteriore salto di qualità ma le vittorie aiutano.

Andrea Tomatis 7.5: dopo le bocciature arriva un bel riscatto. Grida forte da Fregene che la sua missione in azzurro è tutt’altro che finita e vola in Norvegia per riprendere un discorso interrotto un po’ di tempo fa con il World Tour. Il connubio con Vanni ha funzionato fin da subito e questo è l’anno delle “prime volte”. Chissà…

Lupo/Michienzi 7: rimescolare le carte, ogni tanto, fa bene. Si trovano assieme, due ottimi giocatori da campionato italiano, e vanno a prendersi un podio europeo che lascia ben sperare. Chissà se sarà solo un’esperienza di passaggio o rivedremo ancora all’opera la coppia?

Rossi/Caminati 5.5: il riposo dei guerrieri? La trappola per topi? La “settimana sabbatica”? Mah… Dopo settimane di trionfi e vittorie su ogni campo, arriva la doppia sconfitta di Fregene che riporta sulla terra il duo romagnolo. Caminati vede interrotta la serie positiva di 17 vittorie consecutive in stagione. Un passo falso, un peccato di gioventù, ci può stare.

Movimento femminile 5: va bene, ci siamo già rassegnati all’idea che, bene che vada, a Rio avremo una sola coppia femminile ma sotto a Menegatti/Orsi Toth, si rischia di trovare il nulla o giù di lì. Momoli/Gioria incappano in qualificazione nelle canadesi che poi chiuderanno quarte e il turno superato è solo un piccolissimo passo avanti, Zuccarelli/Giombini nemmeno ci provano. A Stavanger zero coppie in qualificazione. L’impressione è che tutto il sistema vada rifondato ma lasciamo ancora aperto un piccolo spiraglio. Aspettiamo un segnale.

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