Baku 2015, badminton: Danimarca, Bulgaria e Irlanda calano gli assi

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Uno sport di chiara tradizione asiatica come il badminton si appresta a vivere con molta curiosità i Giochi Europei di Baku 2015. In mancanza dei “padroni” cinesi e indonesiani, infatti, le nazioni del Vecchio Continente confronteranno il proprio peso in cinque competizioni (singolare maschile, singolare femminile, doppio misto, doppio maschile,doppio femminile) che si preannunciano molto incerte.

Alcuni big europei hanno inoltre deciso di disertare l’appuntamento, da Carolina Marín a Jan Jorgensen e Viktor Axelsen, lascio ampio spazio alle sorprese soprattutto nel singolare. Così, il tabellone maschile vede come testa di serie numero uno l’irlandese Scott Evans, numero 29 del mondo: proprio l’Irlanda, al pari della Bulgaria e di una Danimarca pur priva dei due già citati, si prospetta come una delle nazioni da battere. L’isola del quadrifoglio giocherà infatti una carta molto importante anche nel doppio misto con i fratelli Magee, mentre i danesi rispondono con Boe/Mogensen assoluti favoriti del doppio maschile e con una Line Kjaersfeldt stretta nella morsa delle bulgare Linda Zetchiri e Petya Nedelcheva nel singolare femminile. La nazionale balcanica ha poi i favori del pronostico anche nel doppio femminile con le sorelle Stoeva, mentre Israele, Spagna, Turchia e Russia dovrebbero essere altre squadre in grado di piazzare uno o più atleti nella lotta per le medaglie dei diversi tabelloni.

E l’Italia? Rosario Maddaloni nel singolare e il campano in coppia con Giovanni Greco nel doppio proveranno a fare quanta più strada possibile, anche se già le urne dei gironi non sono state troppo tenere nei loro confronti. Jeanine Cicognini parte invece da testa di serie numero 7 e da un raggruppamento nel quale è favorita: sulla carta, appunto, è la settima più forte. Ovvero non così lontana dalla zona medaglie…sognare non costa nulla, ma in ogni caso è bene non farsi illusioni. L’obiettivo di fondo è avere un primo riscontro positivo in una competizione di questo genere – che non significa necessariamente andare a podio – per testimoniare la crescita internazionale non solo di questi tre atleti, ma più in generale di tutto il movimento.

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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