Volley, Finale Scudetto: le pagelle. Giannelli, nasce una stella. Kaziyski/Djuric: è scudetto! Modena affonda

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VOLLEY PALLAVOLO PLAY OFF GARA 4. PARMAREGGIO MODENA - ENERGY T.I. DIATEC TRENTINO.


Ieri si è disputata la gara4 della Finale Scudetto di volley maschile che ha permesso a Trento di laurearsi Campione d’Italia (clicca qui per la cronaca). Di seguito le consuete pagelle.

 

TRENTO: 10. Quattro scudetti in otto stagioni, quattro trionfi su sette Finali disputate negli ultimi otto anni: numeri da capogiro per uno dei club che più ha regalato alla pallavolo italiana, culminata con i tre successi consecutivi in Champions League. Dopo un anno di digiuno, ci ripensa Stoytchev a riportare la società dolomitica laddove tutti si aspettano: sul trono dei numeri 1.

Un roster del genere, guidato da un mago di questo livello, poteva davvero andare lontano e lo ha fatto. I grandi big hanno saputo trovare l’intesa migliore, fornendo eccellenti risultati durante tutta la stagione: vinta la regular season, disputate le tre Finali a disposizione (anche se perdendone due).

Giannelli è la rivelazione delle ultime settimane, ma onore a Zygadlo che ha sempre fatto girare la squadra al meglio. Così come vanno i meriti all’opposto titolare Nemec, poi eclissato da un super Djuric durante i playoff. Ci sono poi il super braccio di Kaziyski, l’esperienza di Birarelli, l’estro continuo di Lanza, le solide braccia di Colaci, la graniticità di Solé: grandi nomi, grandi giocatori, amalgamati dal genio di Stoytchev.

 

SIMONE GIANNELLI: 9. Ufficialmente è nata una stella. Il 19enne appone la sua firma su questo scudetto con uno show personale di altissimo livello, da vero Campione già affermato. Un palleggiatore moderno, capace di dirigere l’orchestra abbinando colpi personali ad effetto, tra pallonetti, attacchi vincenti, servizi disarmanti: 7 punti, 2 aces, nessun errore in attacco, mostruoso e divertente nel terzo parziale. Entrato dopo i primi due set persi in gara1, titolare in gara3 e in gara4, mvp vero di questa Finale tricolore che gli consegna il secondo titolo dopo quello del 2013 (ai tempi era in panchina, nell’atto conclusivo che incoronò il grande Jack Santini).

 

MATEY KAZIYSKI: 8. Ritorna dopo un anno all’estero ed è subito scudetto. Il quarto di una carriera eccezionale, legata a doppio filo con la storia di Trento. L’icona del tricolore, determinante in semifinale e tra i migliori uomini dei playoff, viene cercata spesso e volentieri da Gianelli, dandogli parecchie soddisfazioni. Troverà 13 punti, con il 52% in fase offensiva e l’83% di ricezione positiva. Ricuce l’unico vantaggio di Modena nell’incontro (14-11 nel primo parziale) e si esalta nel terzo set.

MITAR DJURIC: 8. Il suo arrivo, a playoff in corsa, ha cambiato decisamente il volto a Trento. Subentrato a Nemec durante le semifinali, capace di domare le velleità di Perugia, in Finale si scatena e non si smentisce in gara4. L’opposto si intende a meraviglia con Giannelli, ripercorre i fasti dei suoi grandi successo con Trento e con una prestazione perfetta ottiene ben 13 punti. Chiude lui il combattuto primo set, dà una mano nell’allungo del secondo, nel terzo è pura Accademia.

 

EMANUELE BIRARELLI: 7. Il capitano, al suo quarto scudetto. L’anima di questa Trento, guidata con professionalità e grinta anche in questa gara4 che consegna Trento agli annali. Per lui è facile la gestione al centro, dove limita le pochissime velleità degli avversari.

SEBASTAN SOLÈ: 7+. L’onore di schiacciare a terra il punto che consegna lo scudetto a Trento. Granitico e spesso insuperabile, al termine di una stagione davvero oltre le più rosee aspettative.

FILIPPO LANZA: 6,5. Durante questi playoff la nuova strategia in cabina di regia ha portato a servirlo molto poco rispetto a quanto visto in regular season. Lo schiacciatore è però bravo a concretizzare quello che gli viene offerto. 8 punti, 50% in attacco, un bel turno di servizio nel secondo set che aiuta Trento a impattare prima di prendere il largo.

MASSIMO COLACI: 6,5. Il miglior libero della Lega non si smentisce neanche in gara4: vola ovunque, 77% di ricezione positiva, contenuto al meglio l’attacco modenese per conquistare il terzo scudetto personale.

 

EARVIN NGAPETH: 4,5. Questa sera non ci crede nemmeno lui. Gara4 scivola via senza i suoi tocchi da maestro, affossato dalla forza di Trento. Sciupa un’occasione importante per conquistare il primo set, regala un pallone agli avversari che vincono il parziale. Da quel momento si spegne: 10 punti e 38% in attacco.

NEMANJA PETRIC: 4. Sottotono, discontinuo, incapace di dare la sterzata che tutti si aspettavano. È reattivo solo nel primo set, poi scompare dal campo e sparisce sotto la foga i Trento.

BRUNINHO: 5. Ci si aspettava di più dalla sua gestione di gioco. Insiste su Vettori che lo soddisfa solo a fasi alterne, Petric denota i propri limiti, Ngapeth non è nelle migliori serate. Lui fatica a trovare il bandolo della matassa e Modena crolla.

MATTEO PIANO: 6. L’uomo migliore, l’unico a sbagliare davvero poco. 4 muri, 10 punti totali, 86% in attacco senza errori.

PIETER VEERHES: 5. Accanto a Piano trova sì 3 muri ma non incide più di tanto sull’incontro.

SALVATORE ROSSINI: 6-. Prova a limitare le bombe di Trento, gioca un buon incontro di fase ricettiva ma Kaziyski e compagnia picchiano duro.

LUCA VETTORI: 5,5. A corrente alterna, ma è il top scorer di Modena con 13 punti e il 43% in attacco. In gara3 e gara4 Bruno ha iniziato a insistere su di lui ma, per coincidenze o meno, i canarini non hanno conquistato nemmeno un set.

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