Tiro a segno|Italia: pistole, è ora di prendersi Rio!

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Di ritorno dalla trasferta di Fort Benning la nazionale italiana di tiro a segno avrà sicuramente tracciato il suo riepilogo consuntivo facendo il punto della situazione verso i prossimi appuntamenti, ed in particolare con vista su Rio 2016.

E’ chiaro che attualmente il comparto della carabina è quello che garantisce maggiori sicurezze ed un numero più ampio di scelte, soprattutto se si considera la forza sia del settore maschile sia del settore femminile; mentre è innegabile che la sezione di pistola stia attraversando un periodo piuttosto prolungato di involuzione. Dopo le Olimpiadi del 2012 ed un 2013 davvero di alto livello, il 2014 ha sancito purtroppo il calare dei nostri rappresentanti: nei meeting di secondaria importanza si sono visti interessanti prodromi, poi però non sempre confermati in Coppa del Mondo o negli appuntamenti quali Europei o Mondiali. Ad eccezione della finale di aria compressa centrata da Luca Tesconi a Changwon infatti, nessuno è più riuscito ad entrare nei magnifici 8 di qualche atto conclusivo in qualsivoglia kermesse e le ragazze hanno dato segnali confortanti solo ai Mondiali di Granada 2014, essendo poi peraltro assenti in molti eventi.

Nessuno vuole gettare la croce addosso a qualcuno in particolare, anzi. Sul lavoro degli atleti non ci sembra il caso di “indagare,” perchè sappiamo che sono loro stessi i primi scontenti e sicuramente si staranno già preparando alacremente per le prossime discese sulle linee di tiro; da Monaco di Baviera a Gabala, passando per Baku e Maribor.

Ci auguriamo quindi che questa “crisi passeggera” possa risolversi nel più breve tempo possibile e che i nostri portacolori tornino ad esultare ed emozionarci nei prossimi test in cui saranno chiamati a guadagnarsi il pass per i Giochi Olimpici del 2016.

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Foto: UITS

michele.cassano@oasport.it

 

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