Tennis, Roland Garros 2015: Tomas Berdych l’eterno incompiuto

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Nel day 8 del Roland Garros 2015, negli incontri valevoli per il terzo turno del tabellone maschile e gli ottavi finale del femminile fortemente condizionati dalla pioggia che ha cambiato il programma odierno, il tema del giorno è senz’altro l’uscita di scena del numero 4 delle classifiche ATP Tomas Berdych. Il ceco, infatti, è stato sconfitto in 4 set dal padrone di casa Jo Wilfred Tsonga mettendo in evidenza le solite debolezze mentali al cospetto di un avversario con capacità agonistica superiore.

Un ko che sorprende fino ad un certo punto, ripercorrendo un po’ la carriera di Tomas eterno incompiuto del tennis moderno. La grande potenza del suo gioco ha sempre fatto da contraltare alla fragilità psicologica che gli ha impedito di compiere quel passo decisivo per lottare con Federer, Nadal e Djokovic. Tanti piazzamenti nella carriera di Tomas come ad esempio la finale di Wimbledon 2010 persa malamente con Nadal, unico ultimo atto di uno Slam giocato da Berdych.

L’unico Masters 1000 vinto risale ormai a 10 anni fa (Parigi Masters contro Ivan Ljubicic) mentre l’elenco di secondi posti o di semifinali e quarti di finale in tornei di medio/alto livello è davvero infinito. Un problema di carattere ma anche di gioco per quanto concerne il ceco. Il suo tennis così piatto e privo di variazioni di ritmo è spesso di facile lettura per i propri avversari che, quasi in maniera schematica, già sanno come comportarsi e appoggiarsi ai potenti colpi di Berdych. Ne è un esempio lampante la finale di Doha, a Gennaio, persa per mano di David Ferrer, sul cemento che in teoria avrebbe dovuto esaltare le caratteristiche di Tomas. L’intelligenza tennistica dello spagnolo, invece, ha portato ad un successo netto e senza appello che un po’ il riflesso dei risultati di questo 2015:

  • Semifinale a Miami
  • Finale a Montecarlo
  • Semifinale a Madrid
  • Quarti di finale a Roma

Un elenco breve degli ultimi score di queste settimane che descrivono perfettamente l’incapacità nel capitalizzare il proprio talento nei momenti più importanti di un torneo. A Parigi, se vogliamo, la sconfitta è arrivata prima del previsto anche giudicando le dichiarazioni della vigilia del ceco: “Non sarà facile contro Jo, ci siamo sfidati un po’ di tempo fa a Madrid e vinsi il match. Mi sento bene, sono fiducioso e non vedo l’ora di giocare questa partita. Cercherò di alzare un po’ il livello del mio gioco”. Pertanto, al di là dei meriti indubbi di Tsonga, è necessario porre dei correttivi all’approccio agonistico in casa Berdych anche se i 29 anni e i 10 di tennis ad alto livello dicono che questa inversione di tendenza appare una vera e propria impresa.

 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

Immagine: pagina FB ROLAND GARROS

Twitter: @Giandomatrix

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