Taekwondo, Mondiali 2015: Roberto Botta il migliore tra gli azzurri

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Lo stage è finito. Ed è stato molto proficuo. L’apprendista ha osservato, studiato e messo in pratica. Roberto Botta, dopo le vittorie a livello giovanile e i podi nei tornei Open in questo 2015, ha definitivamente mostrato al mondo il suo talento. Poco importa se di un nulla non sia riuscito a battere negli ottavi di finale dei -80 kg Aaron Cook, il campione che ora gareggia per la Moldavia salito poi sul terzo gradino del podio.

Il combattente di Mercato San Severino è stato l’unico tra gli azzurri, insieme a Daniela Rotolo, a vincere due incontri, l’unico in grado di replicare e, perché no, far meglio di Mauro Sarmiento, il totem azzurro dei -80 kg che qualche settimana fa ha pesantemente criticato la federazione azzurra. 

Le potenzialità dell’atleta cresciuto nella ASD Bentis Taekwondo non si scoprono tuttavia oggi. Un particolare aneddoto sul passato del campano lo rivela il maestro Senatore: “Quando conquistò il titolo europeo junior dei -73 kg aveva la febbre a 40°. Con l’arbitro concordammo che se fosse andato sotto di quattro punti avrebbe sospeso l’incontro”.

E invece Roberto con grinta, cuore e doti tecniche importanti, quell’europeo lo vinse nonostante uno stato influenzale che avrebbe steso chiunque. Al termine di quell’impresa, il campano dichiarò di aver come sogno nel cassetto quello di partecipare alle Olimpiadi del 2020 a Tokyo. Visti i risultati e la crescita esponenziale degli ultimi mesi, non è da escludere che questo desiderio possa materializzarsi già tra un anno a Rio. Non sarà facile ma l’atleta campano che si innamorò del taekwondo dopo una dimostrazione vista insieme al padre, ce la metterà tutta.

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francesco.drago@oasport.it

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