Roland Garros 2015: Fognini e Giorgi, il tempo ormai è scaduto

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Il confine tra l’essere o il poter essere campioni è sempre stato molto sottile e purtroppo sia Fabio Fognini che Camila Giorgi non hanno mai fatto quel salto definitivo nella propria carriera. Il Roland Garros 2015 è l’ultima occasione sprecata dai due azzurri, eliminati al secondo turno al termine di due partite diverse nel punteggio, ma che rispecchiano perfettamente la carriera di entrambi.

Su Fognini si erano poste grandi speranze, dopo il buon torneo di Roma e dopo un sorteggio che sembrava aver agevolato il ligure, che aveva evitato i big ed era finito dalla stessa parte di un Berdych, con cui ha perso agli Internazionali d’Italia, ma che in passato aveva già battuto. Speranze che sono svanite  questo pomeriggio al termine di una bruttissima prestazione contro il francese Benoit Paire. L’intossicazione alimentare che ha bloccato Fabio non può essere presa come unica scusa, perchè il terzo set era da vincere e ancora una volta il ligure si è perso via tra insulti ed imprecazioni, perdendo il filo del gioco e regalando il set all’avversario.
Il comportamento in campo ed il suo carattere fumantino sono stati da sempre il freno alla definitiva esplosione di Fognini ed ogni volta che si spera sia la volta buona ecco che arriva l’inaspettata sconfitta che fa crollare nuovamente tutte le certezze su un giocatore che per poco non sfondava il muro dei primi dieci del mondo.

“Lavoro per diventare la numero uno del mondo” così si presentava Camila Giorgi e viene da dire che il lavoro da fare è davvero tantissimo e che probabilmente l’azzurra non riuscirà mai a centrare questo obiettivo personale. Sul piano del talento Camila non si può discutere, ma il match perso oggi con Garbine Muguruza è l’ennesima dimostrazione della fragilità mentale dell’azzurra e di una gestione pessima dei momenti decisivi della partita. Troppe volte abbiamo dovuto commentare e raccontare di rimonte incompiute da parte della marchigiana, che anche oggi pomeriggio era riuscita a recuperare incredibilmente dal 5-1 del secondo set, per poi subire il break proprio nel momento di pareggiare i conti.
Gettare via un così grande talento è davvero un delitto e l’unica soluzione per salvare Camila è quella di un cambio tecnico. Abbandonare il papà e provare a rilanciarsi con un nuovo allenatore, in un nuovo ambiente,che può stimolarla maggiormente e soprattutto farla crescere meglio sul piano tennistico. Un’ipotesi di questo tipo, tuttavia, non sembra all’orizzonte.

La bocciatura per entrambi è definitiva ed ormai la sensazione è quella che il livello raggiunto sia difficilmente superabile e che è sbagliato aspettarsi ancora una volta un guizzo, un segnale di rinascita sportiva. Forse Camila ha qualche chance in più per farci ricredere, anche perchè la carta d’identità segna solo 23 anni, mentre per Fabio siamo entrati in quella fase della carriera dove si raccoglie quello che si è seminato in precedenza e dove è difficile riuscire a migliorare ulteriormente.
Arriveranno i giorni in cui ricorderemo entrambi come coloro che potevano essere dei campioni e che invece campioni non lo sono mai stati.

 

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Foto di Tonelli da Federtennis

andrea.ziglio@olimpiazzurra.com

 

 

 

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