Judo, GP Zagabria 2015: Gwend bronzo, Agbegnenou perde l’imbattibilità. Ciano chiude quinto

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Dopo la medaglia di bronzo vinta ieri da Valentina Moscatt nella categoria 48 kg, l’Italia ha raccolto nuove soddisfazioni nella seconda giornata del Grand Prix di Zagabria 2015. Sui tatami croati, l’Italia ha ottenuto anche quest’oggi una medaglia di bronzo ed un quinto posto.

Nella categoria 63 kg, Edwige Gwend ha rinnovato il suo appuntamento con il podio, classificandosi terza come nel Grand Prix di Tbilisi. L’Azzurra di origini camerunensi ha battuto per ippon la spagnola Isabel Puche, la croata Andreja Daković e la polacca Agata Ozdoba, qualificandosi così in semifinale. Qui ha ritrovato la campionessa mondiale, la francese Clarisse Agbegnenou, che ha ottenuto una sesta vittoria in altrettanti scontri diretti disputati con Gwend, schienando l’azzurra dopo aver messo già a segno un waza-ari e due yuko. Edwige si è comunque rifatta nella finale con il bronzo, sconfiggendo per waza-ari la tedesca Martyna Trajdos e salendo così sul terzo gradino del podio assieme all’israeliana Yarden Gerbi, campionessa iridata due anni fa. La notizia più clamorosa è però arrivata dalla fine, dove la slovena Tina Trstenjak ha infranto l’imbattibilità di Agbegnenou, la cui ultima sconfitta risaliva al novembre 2013. Trstenjak è stata brava a mettere a segno il primo waza-ari, costringendo la francese a rischiare: Agbegnenou è poi riuscita a pareggiare i conti, ma sulla stessa azione la slovena è riuscita a sorprenderla con un efficace osaekomi.

Il capitano della nazionale maschile, Antonio Ciano, ha realizzato un ottimo torneo nella categoria 81 kg, sfiorando il podio. Il judoka campano ha sconfitto nell’ordine il polacco Jakub Kubieniec, il francese Dimitri Gomes Tavares ed il georgiano Zebeda Rekhviashvili, ma gli shido lo hanno penalizzato sia nella semifinale contro l’ungherese László Csoknyai che nella finale per il bronzo contro l’olandese Frank De Wit. Il judoka Oranje ha così ottenuto il terzo posto alla pari del russo Khasan Khalmurzaev, mentre nella finale tutta magiara Szabolcs Krizsán ha sconfitto Csoknyai proprio a causa dei cartellini gialli (3-1).

La categoria 73 kg ha premiato il georgiano Lasha Shavdatuashvili, campione olimpico dei 66 kg ma oramai passato stabilmente alla categoria di peso superiore. Dopo un periodo di ambientamento, il ventitreenne ha dimostrato di aver preso oramai le misure alla nuova realtà, raggiungendo la finale e sconfiggendo per doppio waza-ari (equivalente ad un ippon) l’esperto mongolo Tsagaanbaatar Khashbaatar, a sua volta ex judoka della 66 kg, categoria nella quale si laureò campione mondiale nel 2009. Sono saliti sul terzo gradino del podio, invece, il francese Pierre Duprat e l’israeliano Sagi Muki, che ha privato del podio il numero uno del tabellone, l’olandese Dex Elmont. Per l’Italia, Andrea Regis ha vinto due incontri prima di essere fermato proprio da Muki agli ottavi di finale, mentre Marco Maddaloni si è arreso al secondo turno contro lo sloveno Rok Drakšič, campione europeo nel 2013.

Tornando alle donne, tra le 70 kg la medaglia d’oro è andata a Linda Bolder, l’olandese che oramai rappresenta Israele. La ventiseienne ottiene così un nuovo successo dopo quello del Grand Prix di Samsun, in Turchia, battendo per ippon, in poco più di un minuto, la britannica Sally Conway. Le medaglie di bronzo della categoria sono finite al collo della francese Fanny-Estelle Posvite e della canadese Kelita Zupancic, reduce dalla conquista del titolo continentale panamericano. L’azzurra Giulia Cantoni ha esordito battendo per waza-ari la russa Irina Gazieva, ma agli ottavi di finale Conway le ha sbarrato la strada con uno yuko.

Domani si terrà la giornata conclusiva del Grand Prix di Zagabria, con i colori italiani che saranno difesi da Domenico Di Guida (100 kg), Assunta Galeone (78 kg) ed Elisa Marchiò (+78 kg). Sul tatami saranno anche le categorie 90 kg e +100 kg maschili.

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Immagine: IJF

giulio.chinappi@oasport.it

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