Golf, si sbarca in Europa con l’Open di Spagna: Chicco Molinari a caccia, Garcia favorito

10940541_905778159454593_38431398944405342_n.jpg

Dopo aver toccato il Sudafrica, Abu Dhabi, Dubai, il Qatar, la Malesia, la Thailandia, l’India, il Marocco, la Cina e addirittura le Mauritius, l’European Tour approda finalmente… in Europa. E vi resterà almeno sei mesi, partendo da una delle grandi classiche in calendario, l’Open di Spagna, torneo dotato di un montepremi non particolarmente ricco (€ 1.500.000) ma sempre in grado di attirare tanti fuoriclasse per il fascino e la tradizione creato negli anni. A quattro stagioni di distanza, inoltre, la gara torna per la sesta volta sul campo de El Prat, a Terrassa, dove l’indimenticato Severiano Ballesteros conquistò il torneo nel 1981.

E gli occhi di tutti, naturalmente, saranno puntati innanzitutto sui tanti eredi del mitico Seve, a partire da Sergio Garcia, numero sette al mondo e reduce dal secondo posto al The Players. Un’altra occasione persa per El Niño, ma anche la dimostrazione più evidente di una forma smagliante. Garcia sarà uno dei più seguiti insieme al campione in carica, Miguel Angel Jimenez, capace di coronare il sogno di una vita lo scorso anno in quel di Girona. La Spagna, inoltre, può covare chance di bis anche con Pablo Larrazabal, Rafa Cabrera-Bello Alejandro Cañizares, discontinui ma sempre pronti a piazzare la zampata. Dalla pattuglia iberica a quella inglese, al solito folta e intenzionata a puntare al bersaglio grosso con Tommy Fleetwood, il due volte vincitore finora Andy Sullivan e David Howell in primis, senza dimenticare Ross Fisher. Tra sudditi di Sua Maestà e del re Filippo VI, però, può aspirare ad un piazzamento importante – e perché no, alla vittoria – anche Francesco Molinari, al primo torneo del 2015 sull’European Tour (Match Play escluso). Il torinese entra nel suo mese storicamente migliore (vinse in Spagna nel 2012) con diverse incognite dopo l’infortunio alla mano patito sul PGA Tour, a cui si è dedicato negli ultimi mesi, ma il gioco mostrato sul suolo statunitense potrebbe dare i frutti sperati nel Vecchio Continente, dove Chicco si adatta più facilmente.

Chi, invece, si presenta allo start con pochissime certezze è Victor Dubuisson, poco brillante fin qui ma potenzialmente in grado di fare la differenza con il suo estro, al pari dei connazionali Romain Wattel e Grégory Bourdy. Fari puntati anche sul sudafricano Thomas Aiken, vincitore a El Prat nel 2011, sull’argentino Emiliano Grillo, estremamente regolare, sullo statunitense Peter Uihlein, sullo scozzese Richie Ramsay e sul belga Thomas Pieters, battuto soltanto da Jimenez lo scorso anno al playoff.

L’Italia si presenta per la prima volta al completo, con tutti i sette possessori della carta piena al via. Detto di Chicco, deve necessariamente carburare per tornare sugli standard della scorsa stagione Edoardo Molinari, mentre sembra aver imboccato il sentiero della redenzione Matteo Manassero: lo sbarco in Europa potrà soltanto offrire maggiori indicazioni sullo stato del veronese, 290esimo nel ranking. Renato Paratore vorrà continuare sulla scia delle ultime apparizioni in Cina che lo hanno visto di nuovo su ottimi livelli, mentre Marco Crespi, Alessandro Tadini e soprattutto Andrea Pavan dovranno andare a caccia di un piazzamento importante per ravvivare la money list.

Twitter: @panstweet

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla pagina dedicata al golf!
Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

daniele.pansardi@oasport.it

Credit Federgolf

Lascia un commento

Top