Giro d’Italia 2015, nona tappa: Benevento-San Giorgio del Sannio per finisseur

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Il Giro d’Italia 2015 tocca il suo punto più meridionale con una nona tappa interamente campana, da Benevento a San Giorgio del Sannio. La prima settimana si chiude con 215km estremamente nervosi, adatti a fughe da lontano vuoi per la particolare altimetria, vuoi perché arriva il giorno dopo l’ascesa non indifferente di Campitello Matese.

I mangia e bevi iniziano subito, prima di ripassare per Benevento intorno al trentesimo chilometro e lasciare momentaneamente il Sannio per addentrarsi nella provincia d’Avellino e, quindi, in Irpinia, che presenta le due maggiori ascese di giornata. Da Serino, al chilometro 76, partirà la scalata al Monte Terminio, GPM di seconda categoria lungo (20km) ma relativamente agevole (4% di pendenza media, con una massima del 9%) che potrebbe favorire lo sviluppo di un eventuale attacco da lontano. Il tempo per respirare, in ogni caso, sarà lungo quanto la discesa verso San Francesco a Folloni, dove inizierà la seconda asperità di giornata, decisamente più dura: il Colle Molella, GPM di prima categoria di 9,5km con pendenza media del 6,3% (max 12%). Proprio sulle rampe finali del Molella, nel 2012, Domenico Pozzovivo lanciò lo scatto decisivo per conquistare la sua unica (finora) vittoria di tappa al Giro, a Lago Laceno.

Le due ascese centrali lasciano spazio ad una cinquantina di chilometri interlocutori, con diversi saliscendi difficili da interpretare, che conducono all’ultimo GPM di giornata, il Passo Serra (seconda categoria): 6,2km con pendenze poco proibitive, ma al suo termine mancheranno soltanto 12km al traguardo e la corsa potrebbe assumere anche dei contorni ben delineati. La discesa seguente riporterà i corridori nella provincia di Benevento e ai piedi dello strappo finale che porta a San Giorgio del Sannio (prima volta per il Giro), per il gran finale della tappa in leggera salita. Roba da finisseur, o per cuor di leoni.

Tappa simile a quella conclusa venerdì a Fiuggi, anche se leggermente più dura a livello di asperità: tagliati fuori i velocisti, possono giocarsi la volata scattisti come Diego Ulissi, Philippe Gilbert e Simon Gerrans. Non è escluso che possano muoversi gli uomini di classifica, soprattutto se Contador dovesse soffrire per i dolori alla spalla.

Foto: Giro d’Italia

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2 thoughts on “Giro d’Italia 2015, nona tappa: Benevento-San Giorgio del Sannio per finisseur”

  1. andrea97 scrive:

    Il mio pronostico per il vincitore della tappa odierna è Simon Gerrans

  2. ale sandro scrive:

    Se a La Spezia i Saxo-Tinkoff non mi avevano convinto e l’Astana mi era parsa brillante anche come scelte di interpretazione gara oltre alla condizione di forma, dopo la tappa di ieri mi chiedo se Aru e i suoi non si siano mangiati una buona opportunità di fare tappa e maglia. Proprio perchè si hanno più uomini da inserire in classifica(Landa e Cataldo, che vedo molto bene in vista della crono di Valdobbiadene), la strategia doveva essere più chiara e non così confusa, rincorrendosi l’un l’altro. Come già commentai l’Astana è stata la squadra più forte di questa prima settimana per il discorso della classifica generale, e in maniera anche evidente, ma non ha raccolto molto. Almeno la tappa di ieri doveva esserci, perchè il puntare al colpo grosso ,con questi presupposti non mi pare cosa così scontata. Contador è un “giocatore di poker” non battibile al momento, e nonostante una squadra al momento inferiore,riesce agevolmente a tenere in controllo la corsa. Porte e gli Sky (con Konig in crescita)rimangono comunque insidiosi, sebbene sul tasmaniano ci siano i soliti dubbi di tenuta sulla tre settimane a livelli così alti. Di sicuro non si scrollerà di dosso dopo la crono e potrà correre in difesa. Alla squadra di Martinelli toccherà attaccare, ma non dovrà aspettare la fine della prossima settimana. Con un giorno di riposo domani, deve rischiare qualcosa anche oggi, forzare l’andatura per isolare i due contendenti principali , o mandare un uomo importante nella fuga. Diversamente il rischio sarà quello di portare quasi in carrozza il fuoriclasse spagnolo alla sua ennesima vittoria in un grande giro, dato che la condizione e le forze in campo, come spesso è accaduto nel ciclismo, possono cambiare dall’inizio alla fine di una corsa a tappe.

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