Giro d’Italia 2015: il cuore di Hesjedal

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Ryder Hesjedal non era nella prima linea dei favoriti di questo Giro d’Italia e, salvo ribaltoni del tutto improbabili, a Milano non chiuderà tra i primi tre della classifica generale: eppure, al vecchio leone canadese va dato atto di una combattività e di un orgoglio fuori dal comune.

Probabilmente era lui il primo ad essersi reso conto, tre settimane fa, di non poter competere ad armi pari con Contador, Aru e gli altri favoriti e dunque di poter solo sognare il bis di quello straordinario successo conseguito nel 2012, punto più alto di una carriera nata sulle ruote grasse della mountain bike. Così, al pari di molti compagni della neonata Garmin-Cannondale ha impostato una tattica d’attacco, nel tentativo di andare a caccia di qualche successo parziale più che di conquistare una posizione di classifica certamente molto dignitosa (attualmente è nono a 13′ dalla maglia rosa), ma comunque, appunto, ben lontana dai fasti di tre anni fa.

Ci ha provato verso San Giorgio del Sannio, ma quella tappa era segnata come il giorno di gloria di Paolino Tiralongo; ci ha provato andando verso Imola, venendo bruciato dalla brillantezza e dalla freschezza di un giovane talento come Ilnur Zakarin; ci ha provato sul Campo Carlo Magno e sul Mortirolo, ma quel giorno Alberto Contador volava come un corridore di un’altra epoca. Oggi, in una frazione non durissima eppure insidiosa, ha perso l’attimo nei primi chilometri di gara: così, solo per la gloria e per guadagnare qualche posizione in classifica, ha dato man forte allo stesso Contador, grazie anche all’apporto del compagno Davide Villella, nell’ennesimo colpo da ko inflitto alla concorrenza.

Quando la strada sale, Ryder ci prova: e ci proverà ancora, nelle ultime due giornate davvero impegnative. Il canadese classe 1980 non è mai stato un corridore particolarmente vincente (solo quattro i successi nel suo palmarès), tuttavia soprattutto negli ultimi anni, non ha mai lesinato tentativi coraggiosi e azioni sicuramente apprezzate dal pubblico. Anche per questo meriterebbe una gioia, una grande gioia, a Cervinia o a Sestriere.

foto: pagina Facebook Ryder Hesjedal

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marco.regazzoni@oasport.it

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