Giro d’Italia 2015, dodicesima tappa: Imola-Vicenza per fughe da lontano o scattisti

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Letta così, “Imola-Vicenza” potrebbe sembrare la classica tappa di trasferimento dalla pianura dell’Emilia-Romagna al Veneto, come antipasto delle grandi montagne alpine. Invece, la dodicesima frazione del Giro d’Italia 2015 potrebbe riservare qualche sorpresa, anche perché presenta un insidioso – seppur non troppo impegnativo – arrivo in salita.

Da Imola sino a Monselice, i primi 115 km sono piatti come un tavolo da biliardo, sconfinando verso il Ravennate e poi nel Polesine con l’attraversamento di Rovigo: a Galzignano Terme si sale verso Castelnuovo, un agevole GPM di quarta categoria seguito da una quarantina di chilometri piuttosto nervosi, ma senza asperità rilevanti se si eccettua il Crosara, terza categoria da valicare a 27 km dal traguardo. Qualcuno potrebbe già attaccare qui: di pianura poi ce n’è poca sino al traguardo, posto sul Monte Berico, ovvero la “città alta” di Vicenza. Si tratta di una lussuosa zona residenziale che, da un santuario dedicato alla Madonna, domina il capoluogo vicentino e, dall’altro lato, le montagne delle Prealpi: per arrivarci, mille metri di ascesa all’8% che gli valgono il titolo di GPM di quarta categoria. No, non vincerà uno sprinter e potrebbe emergere qualche outsider, ma sembra in ogni caso difficile pensare a notevoli sconvolgimenti tra i favoriti.

Qualora il gruppo dovesse riuscire a riprendere la fuga di giornata, l’arrivo si addice a velocisti resistenti come Matthews, Viviani o Nizzolo. Diversi corridori come Gilbert e Gerrans potrebbero provare la sparata e centrare il successo, difficile che possano muoversi  gli uomini di classifica.

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