Giro d’Italia 2015: Damiano Caruso sempre tra i top

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Si potrebbe parlare di Contador che vola sul Mortirolo, di Landa che si afferma come il miglior scalatore di questo Giro, di Aru che prosegue in un momento infelice pur difendendosi con un’esperienza e un temperamento da corridore molto più esperto. Eppure, dopo la tappa dell’Aprica vogliamo parlare di Damiano Caruso.

Forse perché è sin troppo facile concentrarsi sulle imprese dei campioni o degli aspiranti tali, sulla lotta per la vittoria finale e il podio; ed è altrettanto facile perdersi quanto avviene subito dietro. No, non nella pancia o nella coda del gruppo, ma proprio nelle posizioni ancora “top”, seppur fuori dal discorso podio. Poche inquadrature, poche citazioni, pochi riferimenti: tuttavia, Damiano Caruso veleggia lì, tra la sesta e la decima posizione, ormai da due settimane abbondanti. 

Strano destino, il suo: di Caruso in gruppo ce ne sono due e chissà in quanti l’hanno più e più volte scambiato per Giampaolo, trentacinquenne vincitore dell’ultima Milano-Torino; ad aumentare la confusione, poi, la convocazione di entrambi per i Mondiali di Ponferrada….Damiano ha compiuto 27 anni ad ottobre, è ragusano, anzi siciliano, e come tutti i corridori di quella terra ha fatto gavetta lontano da casa per inseguire il sogno di gareggiare in bici, passando anche per Mastromarco, il paese legato a doppio filo a Vincenzo Nibali. Un solo successo in carriera: la tappa di Fiorano Modenese alla Coppi&Bartali 2010. Per il resto, tanti, tantissimi chilometri con la maglia biancoverde che fu Liquigas e Cannondale a scandire il ritmo in salita proprio per Nibali e Ivan Basso.

Perché scalatore, Damiano, lo è sempre stato, anche se molti se ne sono accorti solo alla Vuelta dell’anno scorso, quando fu nono alla prima vera occasione da capitano. Oggi, con la divisa rossonera della BMC che ha puntato decisamente su di lui per il Giro d’Italia, occupa la settima posizione della graduatoria con uno sguardo, un pensiero non troppo remoto alla top five: magari lo vedremo anche all’attacco, sulle prossime montagne, per scavalcare König e Trofimov e conquistare così un piazzamento d’assoluto prestigio. In ogni caso, il ciclismo italiano ha scoperto in via definitiva di poter contare su un corridore che forse non collezionerà mai decine di vittorie a stagione, ma sa eccome il fatto suo. Basta dargli la possibilità di fare il capitano.

foto: Valerio Capsoni/gruppo FB Damiano Caruso Fan Club

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marco.regazzoni@oasport.it

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