Giro d’Italia 2015, Aru: “Ho cercato di non sprofondare. Uno sforzo immane”

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Oltre 40 km di sofferenza. Fabio Aru si è staccato sul Mortirolo, è andato in crisi, ma non completamente alla deriva. Ha stretto i denti, forato ed infine accusato ben 3 minuti dal compagno di squadra Mikel Landa, primo all’arrivo.

Il sardo non cerca scuse: “Non è stata una delle migliori giornate della mia carriera. Ho cercato di non sprofondare. Ho pedalato più con la testa che con le gambe. Ora devo recuperare le energie, poi penserò ai prossimi giorni. Sono un po’ stanco, è stata una tappa dura con una fatica veramente enorme. Posso assicurare che ho sofferto per 40 km, è stato uno sforzo immane. Potevo prendere anche 20 minuti oggi. Era una giornata storta, ma con la testa ho tenuto“.

In casa Astana le gerarchie sono ormai cambiate ed Aru la prende con filosofia: “Landa stava veramente molto bene ed era giusto che si giocasse le sue carte. Stava meglio, non ci sono gerarchie

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federico.militello@oasport.it

 

 

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