Ginnastica, tutte le atlete contro il cambio delle regole! Campionesse del Mondo e Olimpiche: le dichiarazioni

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Il tanto discusso cambio dei regolamenti in vista delle Olimpiadi 2020 ha scatenato un putiferio all’interno della comunità della ginnastica artistica. Moltissime ragazze si sono levate contro questa rivoluzione.

Di seguito le dichiarazioni delle ginnaste più importanti del circuito internazionale che si sono espresse in merito (post personali sui social network).

 

Simone Biles, icona attuale della disciplina e Campionessa del Mondo in carica, si lascia andare a un simpatico “smh smh smh smh” che è tutto un programma: “Sono in totale disaccordo. È triste togliere alcune delle atlete migliori. Difficile comprendere quale sia la ragione dietro questa scelta. Di certo si spezzano i sogni di molte bambine. Le regole andrebbero anche motivate”. L’hashtag “I can’t even… #2020” è utilizzato anche da un’altra big del calibro di Jazmyn Foberg e da Laurie Hernandez.

Aly Raisman, Campionessa Olimpica al corpo libero a Londra 2012 e recentemente tornata in attività, è stata tra le shokkate da questo nuovo regolamento: “Mi state prendendo in giro?!? Cambiare i team olimpici del 2020, 4 ginnaste anziché 5? Quale sarà la prossima? Un team di una persona sola?”.

 

Jordyn Wieber, Campionessa del Mondo all-around nel 2011 e membro delle leggendarie Fierce Five: “Prima la stupida regola dei passaporti (che la escluse dalla finale del concorso generale a Londra, nonostante il terzo posto in qualifica, ndr) e ora solo quattro atlete per ogni team olimpico…”.

Chellsie Memmel, Campionessa del Mondo all-around nel 2005 e d’argento con la squadra alle Olimpiadi 2008, diventata tra l’altro mamma da pochi mesi: “Non ho ancora ben capito come un team composto da quattro persone aiuterà il nostro sport…”.

Larisa Iordache, vicecampionessa del Mondo in carica, si è abbottonata ed è l’unica che non ha criticato il sistema:Se queste nuove regole ci sono state imposte allora saranno certamente buone”. Dichiarazione di facciata o pensiero sincero?

 

Dominique Moceanu sa cosa significa disputare un’Olimpiade con una squadre numerosa, lei che fu una delle Magnifiche Sette d’oro ad Atlanta 1996: “Qualcuno ha trovato un vantaggio nel ridurre i team olimpici da cinque a quattro?”.

 

Rebecca Downie, Campionessa d’Europa 2013 alle parallele e tra le migliori ginnaste al Mondo sugli staggi: “Così la prossima generazione di ginnaste rimarrà fuori dal team event se non sarà un top all-arounder? Questo sì che è il modo di ispirare una nuova generazione”.

Ruby Harrold, uno dei capisaldi dell’artistica britannica: “Più leggo del nuovo regolamento e più sono arrabbiata! Le Olimpiadi sono solo una volta ogni quattro anni, perché vogliono ridurre al massimo l’opportunità di partecipare a un evento per cui tutte noi lavoriamo tutta la vita?”.

 

Ashton Locklear, quarta alle parallele agli ultimi Mondiali e a un passo dallo scrivere una favola bellissima (da autentica sconosciuta al podio iridato in soli due mesi) si è limitata a una semplice faccina triste. Effettivamente si è senza parole. Lexie Priessman: “Pazzi. Non è più una squadra”.

Maggie Nichols, altra ginnasta di punta dell’attuale movimento stelle e strisce, ha definito una vera “pazzia” questo cambio di regolamento.

Danell Leyva, medaglia di bronzo all-around a Londra 2012 e Campione del Mondo alle parallele nel 2011: “Sì (rispondendo ad Aly Raisman, ndr), stanno diventando ridicoli. Avrebbero dovuto reinserire il sesto membro e invece hanno fatto letteralmente l’opposto”.

 

USA, Gran Bretagna, Australia in prima fila contro questa pazzia. L’unica ginnasta rumena di punta (non aspettiamoci dichiarazioni di Ponor e Izbasa) ha preferito non attaccare: probabilmente sono arrivate delle indicazioni da chi di dovere. La Cina non parlerà mai e poi mai (aprono bocca solo nei post gara dei Mondiali).

Ci si poteva aspettare qualcosa dalla Russia che, per il momento, invece ha preferito evitare commenti (si sono concentrati sulla diramazioni delle liste di merito olimpico): i Rodionenko non si lasceranno attendere, magari alla prossima intervista utile, mentre se vogliamo qualcosa dalle ragazze serve davvero una stoccata di Aliya Mustafina.

L’Italia non si è espressa né attraverso le sue ragazze, né attraverso il DT né tramite la Federazione. Ricordiamo sempre, ma questa non è colpa di nessuno ed è pura coincidenza, che a capo della Federazione Internazionale siede un nostro connazionale.

C’è poco da dire e da fare. Questa è la top del Pianeta, soprattutto al femminile. Carissimi piani alti, ma perché non si sono ascoltati gli atleti? Sapete che, senza di loro, non ci sarebbe nemmeno questo sport? Senza dimenticare i malcontenti del pubblico, degli addetti ai lavori e dei media.

 

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(grazie mille a Claudia di “The Magnificent” per la preziosissima ricerca)

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