Champions Cup, Twickenham accoglie Tolone e Clermont per la finale: un remake per la gloria

hi-res-6c9cd7f4cb679fab263b6596ae393cd4_crop_north.jpg

Dublino 2013, Twickenham 2015. Clermont-Tolone, due anni dopo la storia si ripete. Le due superpotenze del rugby francese si ritroveranno di fronte nella prima finale della Champions Cup, confermando la loro evidente superiorità nel panorama continentale rispetto al resto d’Europa. Due mentalità contrapposte, due filosofie a confronto e due sogni diversi da coronare: da una parte la possibilità di uno storico treble, dall’altra l’occasione di scrollarsi di dosso l’etichetta di splendidi perdenti.

I club probabilmente più forti al mondo nello scenario più suggestivo per la palla ovale. Manca qualcosa? Sì, gli spettatori, perché a Twickenham non saranno previsti più di 40.000 spettatori. Stadio mezzo vuoto e autentico flop, con relativi rimpianti per non aver confermato la sede iniziale, ovvero San Siro. Ma tant’è. Il fascino dello scontro fra titani resta intatto. Altissima la posta in palio, ancor di più la rivalità tra chi sta dominando (Tolone) e tra chi ne ha soltanto i mezzi, ma senza riuscirvi (Clermont). La finale di due anni fa ne è la dimostrazione più evidente: quando Les Jaunards sembravano essere in totale controllo, i campioni di Francia e d’Europa hanno ribaltato la partita e si sono imposti fisicamente e, soprattutto, psicologicamente. Proprio la solidità mentale ha scavato il solco tra rossoneri e canarini, tra vincenti ed eterni secondi,  tra trionfi e frustrazioni. Sulla panchina di Clermont non c’è più Vern Cotter, ma Franck Azéma, e la musica non sembra essere cambiata per quanto riguarda il gioco e l’efficacia offensiva: Bonnaire&co. hanno conservato il devastante potenziale anche con un’altra guida tecnica e, se possibile, lo hanno ulteriormente incrementato. Basterà per cambiare anche la sinfonia finale?

L’impressione è che, nonostante l’esuberanza tecnica ed atletica di Clermont, sia tutto in mano all’All Star Team guidato da Bernard Laporte. Quattro campioni del mondo nel XV iniziale (Bryan Habana, Juan Smith, Bakkies Botha e Ali Williams), un tasso d’esperienza misto a qualità elevatissimo e la sensazione di poter sempre prendere in mano il controllo del match con il carisma di uomini come i quattro sopraccitati e di Carl Hayman, Matt Giteau, Steffon Armitage e del Mago Hernandez. Però. C’è sempre un però. La semifinale, vinta a fatica ai supplementari su Leinster, ha messo in mostra un Tolone più vulnerabile rispetto al recente passato – soprattutto nel breakdown e nella lotta nuda e cruda – e decisamente indisciplinato (16 i falli concessi agli irlandesi). L’imbattibilità non è prerogativa di nessuno e Clermont ha come non mai l’occasione di dimostrarlo, prima di tutto a se stesso. Per farlo, dovrà scavalcare un Tolone a caccia della gloria, per una tripletta mai riuscita a nessuno finora.

Clermont: 15 Nick Abendanon, 14 Noa Nakaitaci, 13 Jonathan Davies, 12 Wesley Fofana, 11 Napolioni Nalaga, 10 Brock James, 9 Morgan Parra, 8 Fritz Lee, 7 Damien Chouly (c), 6 Julien Bonnaire, 5 Sébastien Vahaamahina, 4 Jamie Cudmore, 3 Davit Zirakashvili, 2 Benjamin Kayser, 1 Vincent Debaty
A disposizione: 16 John Ulugia, 17 Thomas Domingo, 18 Clément Ric, 19 Julien Pierre, 20 Julien Bardy, 21 Ludovic Radosavljevic, 22 Camille Lopez, 23 Aurélien Rougerie

Tolone: 15 Leigh Halfpenny, 14 Drew Mitchell, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Juan Martin Hernandez, 11 Bryan Habana, 10 Matt Giteau, 9 Sébastien Tillous-Borde, 8 Chris Masoe, 7 Steffon Armitage, 6 Juan Smith, 5 Ali Williams, 4 Bakkies Botha, 3 Carl Hayman (c), 2 Guilhem Guirado, 1 Xavier Chiocci
A disposizione: 16 Jean-Charles Orioli, 17 Alexandre Menini, 18 Levan Chilachava, 19 Juan Martin Fernandez Lobbe, 20 Virgile Bruni, 21 Rudi Wulf, 22 Frédéric Michalak, 23 Romain Taofifenua

Twitter: @panstweet

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

daniele.pansardi@oasport.it

Lascia un commento

Top