Champions Cup, Tolone riscrive la storia! Treble dei rossoneri, Clermont piange ancora

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La storia è riscritta. Tolone trionfa nella prima Champions Cup e fa sua per la terza volta consecutiva la massima competizione europea per club, impresa mai riuscita a nessuno in precedenza. A farne le spese, come nel 2013, è ancora Clermont, battuto 18-24 e a cui non è bastata una partenza a razzo per piegare la resistenza di una squadra indomabile e inarrestabile, capace di prendere in mano la partita in qualsiasi momento.

La pressione iniziale di Clermont sembra cogliere di sorpresa i rossoneri, costretti subito sulla difensiva. Les Jaunards, alla prima azione, sono già sui 5 metri avversari e, anche se non arriva la meta, Camille Lopez – scelto a sorpresa al posto di James – può mettere comunque tre punti a referto. Chouly&co. sono ben più reattivi soprattutto nei breakdown e mantengono altissima l’intensità, guadagnando un altro penalty dopo una grande pressione portata ad Halfpenny: Lopez al 13′ fa 6-0. Tolone, a questo punto, si sveglia e suona la carica, con un gran multi-fase nella metà campo di Clermont. La difesa canarina risponde bene ma deve concedere il 6-3 ad Halfpenny. I ritmi rimangono serratissimi, entrambe le squadre cercano di rosicchiare metri con il gioco tattico ma la battaglia resta in mezzo al campo, fino a quando Tillous-Borde calcia dal box in maniera approssimativa e si fa intercettare da Parra: Fofana raccoglie e vola in meta al 25′ (11-3). Basta poco ai campioni d’Europa, però, per ricucire il gap. La mischia dei rossoneri domina, Halfpenny è implacabile e accorcia sull’11-9 alla mezzora. Clermont è meno brillante, l’estremo di Tolone avrebbe anche l’occasione per il sorpasso ma fallisce. La partita, però, ora è evidentemente in mano ai rouge-et-noir, che a tempo scaduto affondano il colpo. I ball carrier erodono la difesa di Clermont metro dopo metro, la superiorità numerica al largo viene sfruttata al meglio da Bastareud, che schiaccia per l’11-16.

Clermont rientra in campo ma non sembra essersi ripreso dal parziale di 0-13, anzi. È Tolone a condurre le danze con i suoi colossi (fisicamente e tecnicamente), malgrado non riesca a trovare lo spunto giusto per fare male davvero. Gli altri, però, non vedono mai la metà campo rossonera nei primi dieci minuti e i primi a marcare sono i campioni in carica (11-19), con il solito Halfpenny dopo una sciocchezza di Nakaitaci (pallone allontanato volontariamente). Il cronometro corre e Clermont non si sblocca, Tolone è nelle condizioni ideali per gestire la partita e soltanto una mischia più traballante rispetto al primo tempo glielo inpedisce. E Les Jaunards, infatti, allo scoccare dell’ora in gioco rimettono di nuovo il piede sull’acceleratore. Tolone libera male dai propri 22, Abendanon (fin lì opaco) inventa un calcetto a scavalcare la difesa, lo recupera e con un gran numero riporta i suoi a -1 (18-19). Partita completamente riaperta al 63′, ma sul restart Ali Williams rischia di allungare subito di nuovo: il TMO, però, annulla la meta del neozelandese che non aveva schiacciato. Clermont ci prova, ma Tolone lo ricaccia indietro e al 69′ chiude la contesa. È uno straordinario Drew Mitchell ad apporre il sigillo sulla finale, grazie ad una sontuosa azione personale con cui elude cinque (piuttosto soft) difensori gialloblu. I canarini ci provano con la forza della disperazione, ma è troppo tardi. E’ treble, è storia.

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daniele.pansardi@oasport.it

Foto: Champions Cup Official Twitter

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