Canoa velocità, Irene Burgo: “Lavoro solo per i 500 metri. I 5000 a Baku una lotteria”

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Dopo i podi conquistati agli Europei di Racice, prosegue la crescita dirompente di Irene Burgo, reduce dal secondo posto in Coppa del Mondo a Duisburg nei 1000 metri. L’azzurra ha accusato poi un piccolo infortunio alla spalla sinistra nel corso della prova dei 5000, riportando una lesione ad un tendine ed un ematoma sottocutaneo. Niente di preoccupante, comunque: la 20enne siciliana dovrà osservare qualche giorno di riposo.

Le medaglie conquistate agli Europei ti hanno infuso la necessaria consapevolezza per poter gareggiare ad altissimi livelli?
Sicuramente mi hanno dato sicurezza. Ho capito che nei 1000 metri sono tra le migliori e nei 500 non sono così lontana dal top. Va detto che io i 1000 non li preparo assolutamente, mi vengono bene grazie ad una bella preparazione anaerobica che svolgo in inverno. Ma l’unica gara su cui davvero lavoro è quella dei 500 metri, perché distanza olimpica“.

In effetti anche nei 500 metri si intravedono forti segnali di crescita, come dimostra il crono di 1’53” ottenuto in semifinale a Duisburg.
Sì sono contentissima di quel tempo, soprattutto perché maturato in condizioni climatiche ideali, praticamente senza vento. E’ un crono veritiero“.

Preferisci gareggiare con vento favorevole o contrario?
“In entrambi i casi ci sono dei pro e contro. Di sicuro io sono svantaggiata con vento contrario, non ho tanta forza di braccia e devo lavorare molto in palestra con i pesi. Però con il vento a favore è più difficoltosa la respirazione tra una pagaiata e l’altra“.

Raccontaci della disavventura che ti è capitata nei 5000 metri a Duisburg.
Sono partita all’esterno e, dopo aver fatto una grande partenza, mi sono ritrovata in testa. Al primo giro di boa sono arrivata affiancata con altre atlete, ci siamo strette e sono rimasta indietro. Allora ho dato il tutto per tutto e sono rientrata. Eravamo in cinque a giocarci la vittoria. Al secondo giro di boa le prime due si sono scontrate. Io ho rischiato di cadere in acqua, ma per evitarlo ho dato un forte contraccolpo alla spalla sinistra che mi ha provocato un grande dolore. Ho deciso comunque di finire la gara ed il dottore in seguito mi ha detto che ho fatto bene“.

Ai prossimi Giochi Europei di Baku si assegnerà anche il titolo dei 5000 metri, una prova dove comunque hai le caratteristiche per ben figurare. Ci speri?
Certo, la possibilità c’è, ma ci saranno tante atlete di alto livello a Baku che prepareranno specificamente questa distanza, mentre io continuerò a lavorare sui 500. I 5000 restano un divertimento per me. Diciamo che sono una gara a parte, li definirei una guerra. E’ una lotta continua dove può succedere di tutto, come una lotteria“.

Cosa ti aspetti da ora ai Mondiali del mese di agosto all’Idroscalo?
Mi sento in crescita e spero di proseguire nel miglior modo questo percorso che ho intrapreso e che vorrei mi portasse lontano”.

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federico.militello@oasport.it

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