Canoa velocità, Irene Burgo: “E’ solo l’inizio. Dobbiamo diventare una squadra forte”

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Irene Burgo è il nome nuovo della canoa italiana. A soli 20 anni e con margini di miglioramento ancora tutti da scoprire, la siciliana ha conquistato due medaglie agli Europei di Racice (bronzo nel K1 1000 metri, argento nel K1 5000). Insensato, al momento, paragonarla a Josefa Idem. Di sicuro, però, la giovane catanese rappresenta una pietra preziosa da coltivare per rilanciare un settore femminile da troppi anni alla disperata ricerca di se stesso.

Due medaglie ed una finale agguantata anche nella distanza olimpica dei 500 metri: te lo aspettavi?
Non mi aspettavo questi risultati. Sapevo di essermi allenata bene e in allenamento sentivo la barca viaggiare. Però, allenandomi da sola, mi mancava il confronto con le avversarie e non sapevo a che punto mi trovavo davvero. Agli Europei i risultati sono arrivati perché mi divertivo. Ero tranquilla e ho vissuto al massimo ogni gara“.

Hai accennato al fatto che ti alleni da sola: puoi spiegarci meglio?
Finora non ho potuto svolgere i raduni con la nazionale perché non sarei riuscita a conciliare i miei studi universitari. Mi alleno quindi a Catania, in futuro si vedrà“.

L’argento nei 5000 metri vale tanto, soprattutto in vista dei prossimi Giochi Europei di Baku 2015, dove sarà presente anche questa distanza. 
I 5000 metri, malgrado la loro lunghezza, sono un terno al lotto. Possono andare bene o male, a chiunque. Serve un pizzico di fortuna. Per scaramanzia non voglio dire niente. Di sicuro punto ad ottenere un buon risultato, ma non mi pongo un obiettivo. Io credo che se pensi troppo ad una cosa, poi non si verifica“.

Per andare a Rio, tuttavia, dovrai qualificarti attraverso il K1 500: ci credi?
E’ molto difficile, anche se ci spero. Agli Europei sono entrata in finale per una questione di centesimi. Io non sono ancora al top come le big, entrare tra le prime 7 ai Mondiali sarà davvero un’impresa ardua“.

In effetti la sensazione è che nei 500 ti manchi ancora qualcosa rispetto alle distanze più lunghe. Cosa in particolare?
Mi manca la forza in acqua, ma quella viene solo con l’età. Serve fare tanto lavoro in palestra ed in barca. Semplificando, è una questione di muscoli, ma anche di tecnica di pagaiata“.

Pensi che i tuoi risultati a Racice possano fungere da stimolo per l’intera nazionale femminile?
“Lo spero davvero. Quello che ho fatto è solo una piccola goccia nell’oceano. Il bello inizia adesso. I risultati degli Europei, non solo i miei ma anche quelli dei ragazzi, devono rappresentare uno stimolo per tutti. Vorrei che l’Italia diventasse forte e rispettata a livello internazionale. Attualmente gli avversari ci guardano quasi con sufficienza, convinti che da noi non possano arrivare pericoli. Dobbiamo fargli cambiare idea. Solo se la squadra intera sarà competitiva, potranno arrivare dei risultati. Per noi ragazze il problema finora è stato solo psicologico, dobbiamo convincerci di essere forti“.

Come ti sei avvicinata alla canoa?
Grazie a mio padre che era canoista. Poi avendo una casa vicino al fiume, era quasi inevitabile. Ho anche un fratello, Samuele, che pratica questo sport. Ha 17 anni e si diverte“.

Hai degli idoli a cui ti ispiri?
Impossibile non ispirarsi a Josefa Idem, a quasi 48 anni è stata capace di arrivare quinta alle Olimpiadi! Un’altra canoista che mi è sempre piaciuta è la tedesca Birgit Fischer“.

Agli Europei si è messa in luce la francese Sarah Guyot, vincitrice dei 200 metri. Pensi possa diventare la nuova dominatrice di questo sport?
Assolutamente sì. Mi aspettavo da parte sua questi risultati, è fortissima. Credo sia la nuova stella a livello mondiale. Non so se a Rio potrà vincere, ma di sicuro può farcela e provare a battere le solite campionesse di Germania ed Ungheria“.

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federico.militello@oasport.it

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