Calcio – Serie A, le pagelle della 34esima giornata: festa Juve, De Sciglio record in negativo

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Con ancora Torino-Empoli da disputare – il match, inizialmente programmato per ieri sera e due volte spostato causa ricordo di Superga e, oggi, contemporaneità cittadina con Juventus-Real Madrid di Champions, si giocherà domani – è già tempo di dare i voti ai protagonisti dell’ultimo fine settimana di Serie A.

La 34esima giornata ha incoronato ufficialmente i bianconeri campioni d’Italia per il quarto anno consecutivo, mentre con il pareggio della Lazio e le vittorie di Roma e Napoli si riaprono tutti i giochi per il secondo posto. Mattia De Sciglio entra nella storia del calcio italiano con uno dei peggiori record possibili, mentre Milan e Inter continuano – chi più e chi meno – a faticare. Le pagelle.

Juventus, 9: trionfo meritato per la Vecchia Signora, che aspettava ormai da mesi solo l’aritmetica per festeggiare lo scudetto numero 31. La Roma, sconfitta all’andata grazie a un gol di Leonardo Bonucci nel recupero, resiste fino a metà ottobre prima di crollare e perdere definitivamente terreno già a gennaio. Massimiliano Allegri, accolto nello scetticismo generale, fa meglio di Antonio Conte e può ora permettersi di giocare in tranquillità gli ultimi quattro turni. Anche perché è ghiotta l’occasione per scrivere la storia, tra una semifinale di Champions e una finale di Coppa Italia che iniziano a dare i contorni alla parola “tripletta”.

Chievo Verona, 8: ancora un pareggio contro una delle cosiddette grandi del campionato. Vero, l’Inter sta vivendo una fase complicata della propria storia, ma i clivensi una volta blindata la salvezza continuano a macinare risultati importanti e, dopo l’1-1 dell’Olimpico, ecco anche lo 0-0 di San Siro. Con la quarta miglior difesa del campionato scavalcano quota 40 punti e confermano una media quasi da Europa nel girone di ritorno.

Josip Ilicic, 7: la Fiorentina che aspetta il Siviglia si affida all’ex Palermo e archivia la pratica Cesena grazie a una sua doppietta. I viola finalmente vincono anche in turnover: l’apporto di Ilicic, spesso criticato, è decisivo.

Palermo, 5.5: capiamo tutto. La pancia piena dopo un’ottima stagione, i milioni incassati con l’imminente cessione di Paulo Dybala e la salvezza acquisita da mesi. Ma i rosanero ormai entrano in campo con il freno a mano tirato e le loro partite – come anche quelle del Sassuolo – hanno poco senso. E allora perché non far giocare dall’inizio Andrea Belotti, che dovrà trascinare l’under 21 agli Europei in Repubblica Ceca?

Mattia De Sciglio, 4: si conferma difensore non da Milan con l’espulsione più veloce della storia della Serie A, 42 secondi appena. Poco dopo l’esordio si parlava molto bene del terzino rossonero, faccia da bravo ragazzo e cresciuto nel vivaio del club. Invece con il passare del tempo De Sciglio ha palesato tutti i propri limiti, tra una scarsa attenzione difensiva (fotografia evidente anche l’errore di ieri prima del fallo da rigore) e l’assenza di personalità. Uscito dal giro della nazionale maggiore dopo aver giocato da titolare il Mondiale in Brasile, difficilmente sarà chiamato anche dall’under 21 per gli Europei di categoria. I recenti infortuni non bastano per spiegare una parabola discendente che non sembra aver intenzione di fermarsi.

Di seguito i tre migliori giovani italiani dell’ultima giornata.

Manolo Gabbiadini (Napoli): non smette più di segnare. L’azzurro vola a quota 18 gol in stagione, suddivisi tra la maglia della Sampdoria e quella dei partenopei. Non male, per essere tutto meno che una prima punta.

Alessandro Florenzi (Roma): i giallorossi vivono un periodo complicato, ma lui è il più amato da tutto l’ambiente. E i meriti sono lampanti: jolly tattico in grado di rendere al meglio sia da ala che da terzino, cuore immenso, corsa infinita e – da qualche settimana a questa parte – anche fiuto del gol con conclusioni di pregevole fattura. Antonio Conte prenda nota.

Cristiano Biraghi (Chievo Verona): dopo una stagione vissuta più in panchina che sul campo, convince sull’out mancino di San Siro sfiora il gol contro la squadra che lo lanciò nel calcio dei grandi. Il suo bolide mancino da 30 metri si stampa sulla traversa.

 

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