Badminton: dopo la Sudirman Cup rotta su Baku…e Jakarta

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L’esperienza azzurra alla Sudirman Cup-Campionato del Mondo a squadre di badminton non ha portato in dote particolari soddisfazioni: quattro sconfitte in altrettante gare hanno fatto chiudere l’Italia in ventottesima posizione, tre gradini più in basso rispetto a quella di partenza.

Il particolare format della competizione vinta ovviamente dalla Cina si basava infatti sui “compartimenti stagni”: solo le prime dodici nazionali potevano competere per il titolo, mentre dalla tredicesima alla ventesima si gareggiava per le medesime posizioni, così come dalla ventunesima alla ventottesima (la fascia dell’Italia) e dalle ventinovesima alla trentacinquesima. Agli ordini di Arturo Ruiz si sono alternati in campo i tre migliori atleti della nazionale (Rosario Maddaloni, Giovanni Greco e Jeanine Cicognini, con l’oriunda elvetica brillante al debutto e i due poliziotti più efficaci sul finire del torneo) e tre ragazzi nemmeno ventenni come Karin Maran, Lisa Iversen e Matteo Bellucci che dall’inizio di quest’anno sono impegnati in svariate competizioni internazionali per acquisire quell’esperienza fondamentale a compiere qualunque salto di qualità. Ramona Gloria Pirvanescu, fresca di cittadinanza, ha invece vissuto il proprio debutto con la maglia azzurra.

In ogni caso, per quanto il nostro volano si sia confermato nel complesso ancora scarsamente competitivo a livello internazionale, la Sudirman Cup non era tra gli obiettivi principali della stagione azzurra: Greco, Maddaloni e Cicognini punteranno infatti a far bene negli attesissimi Giochi Europei di Baku, per poi cercare di difendersi, in estate inoltrata, ai Campionati del Mondo di Jakarta, dove la qualificazione di tre atleti a fronte dell’unica partecipante all’edizione 2014 rappresenta già un passo in avanti importante. Queste competizioni, fondamentali anche in chiave Rio, daranno risposte più approfondite sullo stato di salute del badminton tricolore.

foto: FIBa

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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