Tuffi: Noemi Batki c’è e guarda con fiducia a Europei e Mondiali

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Era la più attesa, la punta di diamante della spedizione azzurra in Messico, e non ha tradito le aspettative. Noemi Batki ha conquistato la medaglia di bronzo individuale da 10 metri al Grand Prix Fina di Leon dando continuità all’argento europeo di Berlino 2014. La campionessa triestina, che a cavallo dello scorso Natale ha trascorso due periodi di intenso allenamento a Plymouth, in Inghilterra, ha dimostrato di aver recuperato alla grande dalla tendinite accusata a febbraio e guarda con fiducia al futuro.

Più che i numeri della prestazione – convincenti in eliminatoria e semifinale, meno buoni in finale nonostante la medaglia – ciò che lascia ben sperare di Noemi Batki è la condizione psicofisica mostrata durante le proprie gare. L’azzurra si è presentata in buona forma in Messico e ha confermato il favore dei pronostici saltando al meglio anche nel sincro misto dalla piattaforma con Maicol Verzotto (argento). La sua serie, ormai consolidata, difficilmente subirà dei mutamenti in vista dei grandi appuntamenti delle prossime estati. Vero, c’è un doppio e mezzo rovesciato raggruppato finale da coefficiente 2.8, ma è altrettanto vero che è della pulizia di esecuzione la reale ultima parola.

E la piattaformista nata a Budapest, 27 anni, deve sfruttare al meglio le sue sicurezze per confermarsi al vertice del Vecchio Continente e pensare in grande anche al Mondiale, in cui il suo miglior risultato da 10 metri è il 25esimo posto di Roma 2009 che di certo non rispecchia il valore di un’atleta che è stata anche oro europeo nel 2011. Pensando già a Rostock (9-14 giugno), Noemi Batki ha tutte le carte in regola per difendere l’argento della scorsa estate. Le avversarie in campo continentale saranno le solite britanniche, Tonia Couch e Sarah Barrow, l’ucraina Yulia Prokopchuk e con tutta probabilità anche la francese Laura Marino, classe 1993 seconda sabato notte a Leon e in grande crescita, anche a livello di coefficiente, dopo il periodo di allenamento trascorso in Australia con l’asso della nazionale maschile transalpina, l’ex campione europeo da 3 metri Matthieu Rosset.

Una lista limitata di contender – le giovani russe e tedesche al momento sono un gradino sotto – che offre già la possibilità di sognare. Verso Kazan (24 luglio-2 agosto) il panorama diventerà però ben più vasto: oltre alle inarrivabili cinesi Chen Ruolin e Liu Huixa, sembrano superiori anche le canadesi Meaghan Benfeito e Roseline Filioni, la malese Pandelela Rinong Pamg e l’australiana Melissa Wu. Un buon piazzamento in finale, con conseguente pass olimpico, rappresenterebbe un risultato positivo per lanciare la volata a Rio 2016. L’ottavo posto di Londra 2012 a meno di dieci punti dal podio in una gara equilibratissima si può migliorare. Noemi Batki ormai è matura per affrontare questa sfida.

 

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francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Foto da: pagina Facebook Noemi Batki fan page

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