Tennistavolo, Mondiali 2015: Cina profeta in patria? Ardua missione per l’Europa

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A Suzhou, Cina, si disputeranno dal 26 aprile al 3 maggio i Mondiali di tennistavolo. L’Italia sarà al via con sei atleti, ma le principali ambizioni di successo le hanno proprio i padroni di casa, da anni dominatori del panorama internazionale.

Nel 2013, a Parigi, la Cina vinse 14 medaglie su 20 a disposizione, con tre ori e il predominio assoluto nell’individuale maschile e femminile. Un solo podio a testa per Corea del Nord, Taipiei, Corea del Sud, Honk Kong, Singapore e Giappone. Fotografia lampante di come non sia solo l’Italia a non riuscire a emergere, ma in generale l’intera Europa che vanta in Portogallo, Germania, Austria e Francia le maggiori speranze (seppur ridotte al lumicino) di gioia.

C’è dunque da aspettarsi una manifestazione a forti tinte asiatiche, con i favori del pronostico che pendono dalla parte della Cina anche e soprattutto vista la location delle gare. La Cina gode nel ranking mondiale maschile dei primi quattro nomi in classifica (Ma Long, Xu Xin, Zhang Jike e Fan Zhendong) e, in quello femminile, delle prime tre (Ding Ning, Liu Shiwen e Li Xiaoxia). La prima europea che emerge è la tedesca – ma dai chiari connotati dell’est – Han Ying, seguita da Liu Jia (austriaca, 12esima) e Pota Gergina (ungherese, 17esima).

La situazione è migliore tra gli uomini, dove persistono nelle zone alte i tedeschi Dimitrij Ovtcharov e Timo Boll, rispettivamente sesto e settimo, il portoghese Marco Freitas e il bielorusso Vladimir Sansonov. Campioni immensi che, ancora una volta, avranno il compito di mettere i bastoni tra le ruote all’Asia. L’impresa, tuttavia, si prospetta ardua.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

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