Taekwondo, Carlo Molfetta: “Se al top della forma, non temo nessuno. Ho ancora tanta voglia”

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ESCLUSIVA – Il campione olimpico ha ancora fame. Le motivazioni, la voglia di vincere non si sono placate. La consapevolezza di poter essere ancora il migliore spingono Carlo Molfetta verso il grande obiettivo delle Olimpiadi di Rio 2016. Qui il fuoriclasse di Mesagne andrà a caccia di uno storico bis dopo il titolo di Londra 2012. I tanti infortuni degli ultimi anni non ne hanno minato una forza di volontà enorme, alla base di una bacheca colma di trionfi e medaglie. La condizione di forma sta tornando quella ottimale e la stella azzurra del taekwondo guarda con ottimismo ai Mondiali che si svolgeranno in Russia a Chelyabinsk dal 12 al 18 maggio.

Prima di tutto, come stai ed in che condizioni fisiche ti presenterai alla rassegna iridata?
Inizio a stare tranquillo, il problema muscolare alla gamba sinistra è superato. Ogni tanto avverto ancora un po’ di fastidio, ma sta passando, e comunque riesco a fare tutto in allenamento“.

In quale categoria di peso combatterai ai Mondiali e con quali ambizioni?
Ai Mondiali sarò in gara nei -87 kg. In questa competizione vanto ottimi risultati in passato (1 oro, 2 argenti ed 1 bronzo, ndr), quindi vorrei confermare questa tradizione. Inoltre sarà importantissimo arrivare più avanti possibile in ottica qualificazione olimpica. Ho bisogno di punti importanti per rientrare fra i primi 6 del ranking e strappare la qualificazione diretta. Così mi tolgo il pensiero. Altrimenti bisognerà passare dal pre-olimpico riservato all’Europa“.

Anche per Rio 2016, come già accaduto a Londra, si riproporrà il duello con Leonardo Basile per un posto nella categoria dei pesi massimi (ricordiamo che alle Olimpiadi, a differenza dei Mondiali, non esistono né i -87 kg, né i +87 kg, ma solo i +80 kg): come vivete questa situazione?
Da persone molto mature. Leo è il mio migliore amico. Sappiamo bene che chi meriterà di più e sarà in forma al momento giusto, andrà alle Olimpiadi. Sarà la Federazione a decidere“.

Cosa ti spinge ad andare avanti dopo tanti trionfi? Pensi di aver perso qualcosa con l’avanzare dell’età rispetto ai tuoi avversari, compensando magari con l’esperienza?
Sto andando avanti perché ho ancora tanta voglia e so che sono all’altezza. Se trovo la condizione giusta e mi metto alle spalle tutti gli acciacchi, so che posso lottare per il podio e giocarmela con chiunque. Se sono in forma, non mi sento inferiore a nessuno. Certo, ho più esperienza, ma fisicamente, lo ripeto, se sono al top non temo nessuno“.

La concorrenza internazionale diventa ogni anno più agguerrita: quali avversari pensi siano più temibili nella rincorsa al bis olimpico?
Sono davvero tanti. Già a Londra dissi che eravamo in otto a giocarci il titolo. A Rio penso si possa arrivare anche a 10-11. Il tedesco Volker Wodzich è diventato molto continuo, Anthony Obame del Gabon è stato rallentato da un infortunio, ma tornerà. Anche l’uzbeko Jasur Baykuziyev e l’azero Radik Isaev sono davvero forti. Io comunque lavoro per confermarmi campione“.

Il ricambio generazionale tanto atteso è finalmente in atto per il taekwondo italiano. Roberto Botta ed Erica Nicoli stanno crescendo in maniera esponenziale: potrebbero diventare una carta importante già in vista di Rio?
Botta e Nicoli stanno crescendo molto e potranno farlo ancora tantissimo. A me fa piacere, perché so che potrò andare in pensione tranquillo e contento…Non sarà facile andare a Rio perché hanno iniziato tardi ad ottenere i risultati, ma devono essere loro i primi a crederci. Se ne sono convinti, sono sicuro che nel 2016 entrambi saranno in Brasile. Tokyo 2020 ovviamente sarà la loro Olimpiade, ma credo che già a Rio potrebbero giocarsela con tutti e diventare delle autentiche mine vaganti. Sappiamo che ai Giochi le sorprese non mancano mai e chissà che non possano essere proprio loro. Hanno un livello davvero elevato“.

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Foto: FITA

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