Parigi-Roubaix 2015: John Degenkolb si prende la vittoria in volata nel velodromo!

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Foto: Pagina Facebook John Degenkolb


Come la Milano-Sanremo, anche la Parigi-Roubaix si è risolta nello stesso modo: un tedesco possente, in maglia Giant-Alpecin ha alzato le braccia al cielo. Oggi più che un mese fa, forse, John Degenkolb ha dimostrato di essere il più forte in corsa, mettendo nel palmares la seconda Monumento in meno di 30 giorni. Attento sin dalla partenza a Compiegne, si è comportato nel migliore dei modi su tutti tratti in pavé: il giro e mezzo di velodromo, con 6 compagni di fuga, è parso troppo simile ad una passerella per la sua imperiosa volata anche dopo 253 chilometri e 27 tratti di pavé.

La prima ora di corsa, complice anche il vento favorevole, ha visto il gruppo procedere a 50 km/h di media. E proprio in questa fase Rast (FR), Blythe (OGE), Gougeard (ALM), Saramotins (IAM), Perichon (BSE), Declercq (TSV), Backaert (WGG) e Matzka (BOA) sono riusciti a prendere margine sul resto del gruppo, dando vita alla fuga di giornata. Il plotone, condotto da Team Sky e Etixx-QuickStep non ha mai concesso eccessivo spazio con un vantaggio massimo arrivato a circa 8′, troppo poco per sperare di arrivare fino al Velodromo.

Nel gruppo l’andatura si è mantenuta costante, senza particolari sconvolgimenti. Come spesso successo su queste strade, sono state le cadute e i problemi meccanici a rendere tesa e nervosa la gara. A terra Geraint Thomas, mentre Peter Sagan ha avuto problemi intestinali che però non gli hanno impedito di rimanere in gruppo. Nel tratto della Forseta di Arenberg, come sempre, si sono scosse le prime acque. La BMC ha forzato l’andatura, senza però riuscire a fare realmente la differenza.

Una volta entrati negli ultimi 80 chilometri la Etixx-QuickStep ha provato a fare una prima vera selezione, che però è riuscita solo sul settore di Auchy-lez-Orchies à Bersée, quando Peter Sagan (Tinkoff-Saxo) ha preso in mano la situazione in prima persona. Quasi contemporaneamente una foratura ha tagliato fuori dal gruppo dei migliori Pippo Pozzato, molto sfortunato nel forare nel momento sbagliato. Sul tratto di Mons en Pevele, a circa 45 dalla conclusione, ha attaccato Stijn Vandenbergh, forte passista della Etixx-QuickStep. Sul settore numero 6 di pavé ha attaccato Bradley Wiggins, forse l’uomo più atteso della giornata. Con lui anche Jens Debusschere e Zdenek Stybar: nonostante il supporto di Vandenbergh per il proprio capitano, anche questo tentativo è stato ripreso dal gruppo grazie al lavoro della Katusha per Alexander Kristoff.

Sul successivo settore in ciottolato ha provato ad accelerare Sep Vanmarcke. Anche lui è riuscito a portare via un buon gruppo con Boom, Terpstra, Sagan e Degenkolb, ma nessuno ha preso la responsabilità di tenere alto il ritmo e il gruppo è rientrato senza particolari patemi. Poco dopo hanno attaccato, con il via libera del gruppo, Jurgen Roelandts (Lotto-Soudal) e Borut Bozic (Astana). Il belga, già protagonista alla Gand-Wevelgem, è rimasto da solo al comando prima del Carrefour de l’Arbre, settore storico e terribile con un manto stradale dissestato e diabolico per i corridori.

Nessuno, però, è realmente riuscito a fare la differenza. Anche a causa del vento contrario, tutti gli attaccanti sono stati ripresi dal gruppo dei migliori, dove John Degenkolb (Giant-Alpecin) ha dimostrato di avere una grandissima gamba. A 10 chilometri dalla conclusione si sono avvantaggiati Greg van Avermaet (BMC) e Yves Lampaert (Etixx-QuickStep) in un tratto tortuoso. Nessuno è riuscito ad organizzare un vero e proprio inseguimento: grazie al compagno di squadre De Backer è stato proprio Degenkolb a lanciarsi all’inseguimento. Sul Gruson, terzultimo tratto al di fuori della sede stradale, il tedesco si è riportato di forza sulla coppia di testa.

La situazione tattica, in prossimità del velodromo, sembrava favorevole a Degenkolb, ma negli ultimi 3 chilometri sono rientrati sulla testa della corsa anche Stybar, Boom, Keukeliere ed Elminger. Questi 7 uomini sono entrati assieme nel velodromo: Lampaert ha lavorato per favorire la volata di Stybar. Niente ha potuto l’ex campione del mondo di ciclocross contro la classica volata di prepotenza di John Degenkolb, che partito all’inizio dell’ultima curva non ha concessa opportunità agli avversari di rispondere alla sua accelerazione. 

Seconda posizione per Stybar, mentre Van Avermaet ha conquistato il terzo gradino del podio. Per Degenkolb si tratta della seconda Classica Monumento della stagione e della carriera. Dopo il secondo posto dello scorso anno, un successo meritato per quanto visto in corsa: sia atleticamente che tatticamente si è comportato in maniera eccelsa, trovando sempre la posizione e il momento giusto per attaccare e rispondere agli avversari quando ne ha avuto necessità. È rimasto ai piedi del podio Lars Boom, seguito da Elminger e Keukeleire. Luke Rowe ha preceduto Debusschere in ottava posizione, mentre Kristoff ha regolato il gruppo dei big a 31” di distanza dal vincitore. Marco Marcato, che aveva provato ad attaccare sul Carrefour de l’Arbre ha chiuso in 22esima posizione per la Wanty Groupe Gobert, risultando il migliore degli italiani sul traguardo. 

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: Pagina Facebook John Degenkolb

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