Liegi-Bastogne-Liegi 2015: Valverde d’autorità e vince la terza Doyenne! Pozzovivo 8^

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Era il grande favorito della vigilia. E Alejandro Valverde, oggi, non ha tradito le attese. Una gara d’attesa, con pochi e studiati squilli, che l’hanno portato agli ultimi 200 metri in posizione perfetta per confezionare il terzo successo della carriera alla Liegi-Bastogne-Liegi dopo che si era imposto nel 2006 e nel 2008. Continua il digiuno degli italiani nella classiche monumento nonostante il buon piazzamento di Domenico Pozzovivo e le corse più che discrete di Michele Scarponi e Giamapaolo Caruso, assoluti protagonisti.

Sono serviti 30 chilometri per la formazione del giusto tentativo di fuga. Dopo alcuni attacchi che non hanno avuto esito positivo, si sono avvantaggiati sul resto del gruppo 8 uomini: Matteo Montaguti (AG2R), Diego Ulissi (Lampre-Merida), Otto Vergaerde (Topsport-Baloise), Clément Chevrier (IAM), Marco Minnaard (Wanty-Groupe Gobert), Anthony Turgis (Cofidis), Cesare Benedetti (Bora Argon 18) e Rasmus Quaade (Cult Energy Pro). Il loro vantaggio è salito fino a 7’45”, ma non è mai decollato definitivamente. Nella fase centrale di gara l’Europcar, esclusa dalla fuga della prima ora, ha fatto il diavolo a quattro per riportare il plotone nei pressi dei fuggitivi. 

I verdi di Francia, che evidentemente non hanno accettato un ruolo da comprimari, sono rimasti al comando quasi fino ai piedi della Côte de Wanne, dove l’Astana ha preso la testa del gruppo con diversi uomini per favorire l’attacco di Andreiy Grivko sullo Stockeu: da qui in avanti l’Astana ha più e più volte attaccato dalla testa del gruppo, reso anarchico dalla situazione venutasi a creare, con diversi uomini che a più riprese si sono mossi, formando un gruppetto all’inseguimento dei battistrada.

Presto ripresi da Grivko e dagli altri attaccanti, i fuggitivi della prima ora si sono dovuti arrendere. Poco dopo, sulla Côte de la Haute-Levée hanno attaccato Tanel Kangert (Astana), Johan Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE) e Julian Arredondo (Trek Factory), sui quali si sono riportati anche Michele Scarponi e Manuele Boaro (Tinkoff-Saxo). Boaro e Arredondo, però, non sono riusciti a tenere il ritmo imposto da Kangert, che in breve tempo ha incrementato il margine di vantaggio sul gruppo fino ad un minuto a circa 50 chilometri dalla conclusione. Poco dopo, e nei chilometri precedenti la Redoute, una caduta ha falcidiato il gruppo in una fase di discesa. Tra gli uomini a terra Daniel Martin (Cannondale-Garmin), assoluto protagonista delle ultime edizioni, e Frank Schelck (Trek Factory), oltre Nicholas Roche (Team Sky) e Simon Gerrans (Orica-GreenEDGE), campione uscente.

Anche Vincenzo Nibali è stato costretto mettere piede a terra, forzato così ad attaccare la Redoute nelle retrovie del gruppo. Nessuno, probabilmente anche a causa di quanto successo pochi minuti prima, ha attaccato su questa storica Côte della Liegi, dove Chaves e Scarponi hanno staccato uno stoico Kangert, mantenendo comunque 30” sul gruppo tirato per lunghe fasi da Katusha e Movistar in favore rispettivamente di Joquim Rodriguez e Alejandro Valverde. Scarponi e Chaves si sono arresi a 23 chilometri dal traguardo, quasi ai piedi della Roche-aux -Faucons.

Sulla penultima Côte di giornata la Kausha ha imposto un ritmo elevato, ma non esagerato. Nessuno, fino agli ultimi 400 metri, ha accelerato l’andatura, quando ha rotto gli indugi Roman Kreuziger (Tinkoff-Saxo), seguito da un brillante Giampaolo Caruso. Questo tandem ha subito guadagnato una ventina di secondi di vantaggio sul resto del gruppo, con l’Astana costretta a tirare. Finita la salita il danese Jakob Fuglsang (Astana) è rientrato sulla testa della corsa nei chilometri immediatamente successivi, con il gruppo a studiarsi ma senza imporre ritmo per chiudere sugli attaccanti.

Hanno provato a cucire sul terzetto di testa Julian Alaphilippe (Etixx-QuickSteo), Giovanni Visconti (Movistar), Rui Costa (Lampre-Merida), Dani Moreno (Katusha) e Romain Bardet (AG2R), ma il plotone ha reagito senza lasciare margine a questi 5 pericolosi atleti. Nessuna squadra ha trovato i numeri e la forza per organizzare un vero e proprio inseguimento, e anche verso la Côte di Saint Nicolas, ultima asperità ufficiale di giornata, il gruppo ha mantenuto alta l’andatura a scatti fino a quando Zdenek Stybar (Etixx-QuickStep) ha deciso di fare l’andatura sull’asfalto reso bagnato dalla pioggia caduta in precedenza, riportando il gruppo ad una manciata di secondi dai primi.

Sulle rampe della salita degli italiani il primo a rompere gli indugi è stato proprio Valverde, che però non ha insistito, limitandosi a riportare il gruppetto dei big su terzetto precedentemente in avanscoperta. Dopo di lui ci ha provato anche Vincenzo Nibali, senza però riuscire a fare la differenza. Tra i più brillanti, per rimanere in casa Astana, anche Jakob Fuglsang, ma nessuno ha preso vantaggio. Tra gli uomini in difficoltà Philippe Gilbert e il campione del mondo Michal Kwiatkowski, che in discesa ha provato a rientrare sulla testa della corsa senza successo.

Nell’ultimo chilometro, in leggera salita verso Ans, è stato ancora Valverde a prendere il comando delle operazioni in testa al gruppetto che è arrivato a giovarsi il successo. Proprio a mille metri dalla conclusione la Katusha ha fatto la prima mossa con Daniel Moreno. Valverde ha preferito lasciare margine al proprio connazionale, lanciandosi all’inseguimento a 500 metri dalla conclusione. Una volta rientrato su Moreno, Valverde ha lanciato il proprio sprint, dominante e vincente. Secondo Julian Alaphilippe (Eitxx-QuickStep), vera e propria rivelazione del trittico della Ardenne a soli 22 anni, mentre Joaquim Rodriguez ha chiuso sul terzo gradino del podio. Alle sue spalle Rui Costa e Kreuziger, mentre Domenico Pozzovivo ha chiuso in ottava posizione, risultando comunque il migliore degli italiani in una corsa che si conferma adatta alle sue caratteristiche.

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gianluca.santo@oasport.it

Foto: Profilo Twitter Alejandro Valverde

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