Liegi-Bastogne-Liegi 2015: l’Italia sogna in Belgio. Non solo Nibali per la Doyenne

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Se a 5 chilometri dal Ans, dove è posto il traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi, si trova una Côte che viene chiamata ‘la Salita degli italiani’ un motivo evidentemente c’è. Per decenni i belgi hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella più prestigiosa delle classiche delle Ardenne, ma a partire dal 1985 anche l’Italia si è espressa su livelli eccelsi.

Prima Moreno Argentin, che da queste parte si è imposto 4 volte, di cui 3 consecutive, poi Michele Bartoli (3 successi per lui), Paolo Bettini, Davide Rebellin e Danilo Di Luca, che ha vinto nel 2007 davanti ad Alejandro Valverde e Frank Schleck, siglando l’ultimo successo azzurro. A 8 anni di distanza, e nel frattempo si sono imposti australiani, kazaki, belgi, lussemburghesi, spagnoli e irlandesi, quali sono le possibilità della compagni azzurre di tornare a vincere la quarta Classica Monumento della stagione?

Per quanto non brillantissimo, e con la conferma al Tour de France come principale obiettivo stagionale, Vincenzo Nibali ancora una volta potrebbe essere la nostra miglior carta. Nel 2012 andò vicinissimo alla vittoria, a dimostrazione che il percorso è adatto a lui. Eppure, lo Squalo dello Stretto ha bisogno di arrivare da solo sul traguardo, o quantomeno di salutare la compagnia prima di uno sprint, anche a ranghi ristretti, che lo vedrebbe teoricamente battuto da molti. La Roche aux Faucons, così come la Côte di Saint Nicholas di cui abbiam parlato in precedenza, sarebbero i trampolini di lancio ideali per lui, che potrebbe anche provare a sfruttare i tratti in discesa per fare la differenza.

In seconda battuta, sembra aver trovato la propria dimensione Giampaolo Caruso, che in una Katusha che vede a roster Joaquim Rodriguez e Daniel Moreno può comunque godere di una certa libertà. L’anno scorso si era involato verso il traguardo con Domenico Pozzovivo sul Saint Nicholas, ultimo ad arrendersi alla rimonta prima di Daniel Martin poi di Simon Gerrans, Valverde e Michal Kwiatkowski. Una prova maiuscola che, abbinata alle prestazioni più che discrete all’Amstel (tra i migliori 5 sul Cauberg) e alla Freccia Vallone (all’attacco a 5 chilometri dal traguardo) lo colloca tra gli outsider al successo finale.

Sta entrando in forma, e lo si è visto al Giro del Trentino, anche Domenico Pozzovivo. Lo scalatore lucano in forze all’AG2R ha preso le misure con la corsa lo scorso anno, forse spendendo troppe energie prima dell’attacco che si è rivelato giusto con Caruso. Con maggiore consapevolezza, anche lui può essere un cliente scomodo. Come Nibali, avrebbe però bisogno di arrivare in solitaria considerate le non eccelse doti di sprinter e scattista per un arrivo come quello di Ans.

Lecito attendersi un piazzamento di livello, o una corsa d’attacco, da parte di Enrico Gasparotto (Wanty – Groupe Gobert), terzo nel 2012. All’Amstel , che probabilmente per come si è evoluto il ciclismo negli ultimi anni è la prova più simile alla Liegi, ha dimostrato di avere una buona gamba, confermandosi su buoni livelli anche alla Freccia Vallone, meno adatta alle sue caratteristiche.

La Lampre-Merida dovrebbe puntare su Rui Costa, ma può contare anche su Diego Ulissi. Il toscano non sembra avere il ritmo gara adatto ad una prova di questo tipo dopo la squalifica, ma potrebbe provare ad anticipare i big con un attacco a lunga gittata. Sempre piazzato, Rinaldo Nocentini (AG2R) è una vera e propria certezza. Ha sfiorato la top 10 sia all’Amstel che alla Freccia, ed è ancora alla ricerca del primo piazzamento tra i migliori 10 in una Liegi. L’occasione sembra essere propizia per quanto fatto vedere. Da non sottovalutare una squadra che può contare su diversi uomini interessanti. Giovanni Visconti (Movistar), già attivo nelle ultime uscite, sarà verosimilmente condannato a lavorare per Valverde, favorito numero 1 della corsa. La gamba, comunque, c’è e potrebbe provare a sfruttare eventuali situazioni tattiche favorevoli.

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gianluca.santo@oasport.it

Foto: Gianluca Santo

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