Judo: la qualificazione olimpica passa anche per i tornei giusti

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La stagione del judo sta entrando nel vivo, e quest’anno la posta in gioco sarà particolarmente alta: l’appuntamento più importante del 2015 sarà naturalmente quello dei Mondiali, che si terranno ad Astana (Kazakistan) dal 24 al 30 agosto, ma di mezzo ci sono anche le qualificazioni olimpiche, in particolare dal mese di giugno, quando i punti acquisiti varranno il doppio in ottica Rio 2016.

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La qualificazione olimpica va certamente ottenuta grazie alla bravura degli atleti, che devono riuscire a rientrare tra i migliori ventidue uomini o quattordici donne della propria categoria entro il 30 maggio 2016. Ma la conquista del pass a cinque cerchi, sopratutto per quei judoka che si trovano al limite della zona qualificativa, può essere guadagnata anche scegliendo i tornei giusti ai quali partecipare, in base ai punti che ogni competizione mette in palio ed agli avversari che vi partecipano.

Innanzi tutto ci sono i Campionati Mondiali, che offrono il maggior bottino di punti validi per la qualificazione olimpica. La manifestazione iridata di quest’anno, infatti, offrirà 900 punti al vincitore, che già da soli potranno costituire la quasi certezza della qualificazione a Rio 2016. Per far capire l’entità di una medaglia d’oro mondiale basta pensare che fino ad ora, tra tutte le categorie maschili e femminili, solamente la slovena Tina Trstenjak (63 kg) ha ottenuto più di novecento punti olimpici (980 per la precisione).

Importante statisticamente è anche il Masters, che mette in palio 700 punti per il vincitore, anche se questo torneo potrebbe in realtà avere un’importanza relativa per la qualificazione olimpica. A questa competizione, infatti, partecipano solamente i migliori di ogni categoria, vale a dire quegli atleti che già sono ben piazzati per qualificarsi ai Giochi.

Restano dunque i Grand Slam (500 punti al vincitore), i campionati continentali (400 punti), i Grand Prix (300 punti) ed i Continental Open (100 punti). Tra questi tornei, gli atleti (e le loro federazioni) dovranno scegliere attentamente quando e dove partecipare, con l’obiettivo di massimizzare la conquista di punti olimpici. Già quest’anno, per esempio, abbiamo visto gli atleti russi viaggiare fino al Sud America per conquistare medaglie ai Panamerican Open di Montevideo, in Uruguay, e di Santiago del Cile. Altri Paesi europei, compresa l’Italia, hanno invece optato per la più vicina Africa, combattendo a Tunisi e Casablanca.

Naturalmente una visione così tattica delle qualificazioni olimpiche porta gli atleti a confrontarsi non sempre con avversari del massimo livello mondiale, ma per molti l’obiettivo più importante è innanzi tutto quello di andare alle Olimpiadi. Solamente pochi atleti al mondo, come Teddy Riner, possono permettersi di partecipare a tre o quattro tornei per anno e di essere tranquilli da questo punto di vista. Qualcuno, forse, avrà pure cerchiato le date del 13, 14 e 15 novembre quando, nell’australiana Wollongong, si svolgerà l’Oceania Open. La partecipazione, anche per motivi di fondi, sarà molto limitata, ma in fin dei conti i punti in palio saranno gli stessi degli European Open più frequentati.

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Immagine: IJF

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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