Golf, Masters Augusta 2015: Watson, Spieth, McIlroy… Tutti i favoriti ai raggi X

993617_10151423698392623_854770144_n.jpg

Il sogno di tutti, un’impresa per pochi. Augusta, d’altronde, è la casa delle leggende, dove ad indossare quella magica Green Jacket sono (quasi) sempre i grandi campioni del golf o, comunque, chi possiede la stoffa per diventarlo. Raramente, insomma, si trionfa per caso nel Major più prestigioso dei tornei del Grande Slam, perché al Masters, nel bene o nel male, si riscrive sempre un pezzo di storia. E anche quest’anno sembrano esserci i presupposti per una settimana tutta da vivere. Ma chi parte con i favori del pronostico nel tempio del golf?

Bubba Watson – Il detentore del titolo (già vincitore nel 2012) e, per forza di cose, l’uomo da battere. Anche perché Augusta sembra essere cucita perfettamente addosso all’estroso mancino nativo di Bagdad. Fin troppo estroso a volte, forse, ma il 2015 sembra aver portato in dote a Bubba anche una certa dose di regolarità, come dimostrano i risultati di questa stagione (sempre nella Top 15 e terzo al Cadillac Championship). Se il suo chilometrico driver lo supporterà, avrà nuovamente la strada spianata, vista la sua abilità nel giocare i fondamentali Par 5 di Augusta.

Jordan Spieth – Il golfista più in forma del momento e, numeri alla mano, quello che ha totalizzato più punti nel ranking mondiale nel 2015, tanto da essersi issato fino alla quarta posizione. Straordinario il rendimento del classe ’93 (è bene sottolinearlo…) finora: due vittorie, due secondi posti consecutivi e tre Top 10. Dalla sua ha anche il secondo posto al debutto lo scorso anno ad Augusta e, soprattutto, un gioco corto ed un putt stellari. Per il successo, però, dovrà contenere i momenti di poca lucidità.

Rory McIlroy – Probabilmente uno dei tornei più pesanti della propria carriera, vuoi perché al Masters non ha raccolto più di un ottavo posto, vuoi perché aleggia su di lui ancora il fantasma di quell’ultimo giro in 80 colpi del 2011, quando era saldamente al comando. Vuoi perché si tratta della prima grande occasione di completare il Grande Slam e, quindi, di entrare ulteriormente nella storia di questo sport. Il numero uno al mondo avrà gli occhi di tutti addosso, sul suolo statunitense ha brillato relativamente finora in stagione ma il momento per scatenarsi sembra essere arrivato.

Henrik Stenson – Tecnica e potenza, finora, sono valse soltanto un 14esimo posto come miglior risultato ad Augusta, proprio lo scorso anno. Anche per l’uomo dalla media-round più bassa del PGA Tour (con meno giri disputati rispetto agli inseguitori), tuttavia, potrebbe essere arrivato l’anno della svolta, visto il rendimento del 2015: un secondo e due quarti posto negli ultimi tre tornei e la sensazione di essere quantomai solido nel gioco.

Jason Day – Considerato uno dei più talentuosi a non aver ancora vinto un Major. L’età è dalla sua (27 anni), ma l’australiano potrebbe imboccare una strada senza uscita se non dovesse sbloccarsi al più presto. Il golfista di origini asiatiche ha dimostrato di gradire enormemente Augusta, tanto da andare vicino alla vittoria nel 2013, ma in quel caso il fattore psicologico pesò in maniera evidente. Giocatore completo.

Jimmy Walker – Nell’ultimo anno e mezzo ha stupito tutti, collezionando ben cinque vittorie in poco meno di diciotto mesi. A 36 anni, lo statunitense ha praticamente cominciato una nuova carriera e chissà che Augusta non possa diventare un’ulteriore tappa del proprio viaggio in Paradiso. Due volte a segno quest’anno, fenomenale con il putt e con il vento in poppa. Può stupire ancora, dopo l’ottavo posto di un anno fa.

Dustin Johnson – Insieme a Spieth e Walker il giocatore dal rendimento più alto finora. I sei mesi di auto-sospensione non hanno minimamente intaccato l’immenso talento di DJ ma, anzi, lo hanno cementificato e perfezionato. Le sue bombe dal tee possono risultare fondamentali su un percorso lungo come Augusta, dove i grandi tiratori sono sempre privilegiati. Si presenta in Georgia con una vittoria e quattro Top 10 in sei tornei.

Matt Kuchar – Un altro grande enigma quando si parla di Major. Talento indiscutibile ed indiscusso, ma scarsa inclinazione a diventare il più forte se la posta in palio diventa di spessore. Stagione, inoltre, tutt’altro che indimenticabile per lui finora, ma la sensazione è che possa sempre tirare il coniglio fuori dal cilindro, anche se la vittoria di uno Slam potrebbe restare un tabù. Riuscirà a sfatarlo?

Adam Scott – Dal 2016 i putt ancorati al corpo saranno banditi, lui ha cominciato la stagione con un putter tradizionale ma per Augusta ritornerà all’antico. Troppo importante il torneo, troppo alte le aspettative e le ambizioni per sperimentare anche al Masters. L’australiano, vincitore nel 2013, ha totalizzato quattro Top 15 consecutive in Georgia, ragion per cui è inevitabilmente atteso al varco.

Rickie Fowler – E’ vero, la stagione fin qui è stata completamente anonima, per non dire fallimentare. Nessuna Top 10, rendimento sempre al di sotto del proprio potenziale e un 71° posto poco confortante nell’ultimo weekend a Houston. Eppure, nella mente degli appassionati ci sono ancora gli straordinari Major giocati un anno fa, conclusi tutti e quattro nella Top 5, un risultato storico ed irripetibile. Il 26enne, insomma, ci proverà senz’altro.

Twitter: @panstweet

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla pagina dedicata al golf!
Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina Facebook
Clicca qui per iscriverti al nostro gruppo
Clicca qui per seguirci su Twitter

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: Facebook Page Bubba Watson

Lascia un commento

Top