Golf, Masters Augusta 2015: Jordan Spieth, talento e freddezza per un inizio stellare!

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Jordan Spieth


Lo scorso anno, da debuttante, arrivò secondo. Quest’anno, Jordan Spieth è arrivato da grande favorito ad Augusta e ha voluto ricordarlo alla platea internazionale già nel primo round, giocato in maniera sensazionale dal fenomeno 21enne. Con uno straordinario -8 (64), lo statunitense diventa il più giovane leader dopo il giro inaugurale di un Masters, primo Major della stagione, mettendo in mostra tutto il proprio talento e soprattutto una freddezza fuori dal comune in ogni settore del gioco. Regolarità dal tee e putt stellare, addirittura nove birdie (!) ed un solo bogey: Spieth c’è. Eccome.

Può solo guardarlo temporaneamente da lontano, a ben tre colpi di distanza, un quartetto in seconda posizione in cui spicca Jason Day, altro candidato al titolo. L’australiano confeziona il suo -5 (67) soprattutto nelle back nine, in cui mette a segno ben cinque birdie consecutivi sciorinando perle di altissima qualità. Il più forte di giornata, se non fosse stato per Spieth. A pari merito con Day, ognuno a suo modo, tre sorprese: quella assoluta rappresentata da Charley Hoffman, un campione sul viale del tramonto come il sudafricano Ernie Els e un fuoriclasse inatteso, perlomeno in questa settimana visti i recenti risultati, come l’inglese Justin Rose. Subito in palla anche lo spagnolo Sergio Garcia, sesto a -4 insieme allo statunitense Russell Henley e davanti ad un poker di golfisti compresi nel novero degli outsider alla vigilia: gli americani Ryan Palmer, Bill Haas e Webb Simpson e l’inglese Paul Casey, ottavi a -3.

Partenze convincenti anche per un trio appena fuori dalla Top 10, in dodicesima posizione, formato da tre potenziali contendenti al titolo come Phil Mickelson, Patrick Reed e Dustin Johnson, a -2 (70). Tutti e tre si sono dimostrati fin troppo incostanti, mentre non hanno saputo accelerare i due grandi favoriti della vigilia insieme a Spieth, il detentore del titolo Bubba Watson e il numero uno al mondo Rory McIlroy, entrambi in 18esima posizione, a -1 (71).

Si aggrappa al 41esimo posto Tiger Woods, traballante ma caparbio nel chiudere un round estremamente sofferto in +1 (71). Timidi segnali di crescita per l’ex leader del ranking mondiale, ma ancora tante difficoltà nell’offrire continuità al proprio gioco, in particolare con il drive. Dopo delle prime nove più altalenanti, con tre bogey e due birdie, la Tigre ha trovato più equilibrio con un bogey ed un birdie nelle seconde. Da segnalare, inoltre, uno straordinario colpo dal bosco alla buca 7.

Più contratto l’inizio dell’australiano Adam Scott, 31esimo pari al Par (72), così come quello di Rickie Fowler, Jimmy Walker e dello svedese Henrik Stenson, 41esimi a +1. Indietro anche Jim Furyk, 54° a +2.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: Facebook Jordan Spieth

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