Golf, cinque anni dopo l’azzurro sparisce da Augusta: nessun italiano al Masters

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L’Italia del golf si era abituata fin troppo bene con i suoi Big Three, tra vittorie, piazzamenti di prestigio e presenza costante nei tornei più importanti al mondo. Eppure, le grandi imprese di Francesco ed Edoardo Molinari e di Matteo Manassero sembrano ora soltanto un lontano ricordo: Chicco, il migliore nel ranking (67°), fatica a proporsi nelle posizioni di testa e naviga nella pancia del PGA Tour, Dodo non sta trovando gli spunti giusti per dare continuità alla scorsa positiva stagione, mentre Manassero sta attraversando un lungo periodo di crisi. Un momento negativo culminato con l’assenza degli italiani dal Masters, dopo cinque anni consecutivi in cui perlomeno due componenti del trio entravano a far parte del field più prestigioso al mondo.

L’Augusta National, ritornato ad essere il percorso più bello del pianeta (anche) per Golf Digest, non si tingerà d’azzurro. Non ci saranno la solidità di Francesco, l’estro di Edoardo e la fantasia di Matteo, che nel 2010 invece resero italico come non mai il Masters, riuscendo a qualificarsi in massa. Nel corso degli anni, su un campo sempre un po’ indigesto ai Big Three, il miglior risultato è stato raccolto da Dodo Molinari, con una brillante 11esima posizione nel 2011, a cui ha fatto seguito la 19esima piazza di Chicco Molinari nel 2012 (suo personal best). Manassero, nel 2010, aveva addirittura stabilito un nuovo record (poi frantumato dal 14enne cinese Guan Tianlang), per il più giovane giocatore ad aver mai passato il taglio in virtù dei 16 anni. Per tutti, sembrava l’inizio di una grande ascesa. Ora, invece, tocca rialzarsi.

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: La Voce del Golf

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