Golf, Cadillac Match Play Championship: San Francisco accoglie i migliori al mondo e Francesco Molinari

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I migliori sessantaquattro giocatori al mondo in campo nello stesso momento. Spettacolo assicurato, insomma, al Cadillac Match Play Championship (montepremi $ 9.250.000), secondo torneo stagionale del mini-circuito dei World Golf Championships. Il torneo non ha soltanto cambiato calendario, essendo stato slittato da febbraio a fine aprile, ma anche scenario: dal Dove Mountain in Arizona al TPC Harding di San Francisco, in California.

E, soprattutto, la ‘rivoluzione’ ha toccato anche il format della gara a match singoli più importante in assoluto (esclusa, naturalmente, la Ryder Cup). Gli organizzatori, per evitare l’eliminazione di metà del field dopo la prima giornata, ha inserito sedici gironi preliminari con cui è garantita la presenza di tutti i partecipanti perlomeno fino a sabato, quando inizierà la classica fase ad eliminazione diretta dagli ottavi di finale. Spera di approdarvi anche Francesco Molinari, teoricamente senza i requisiti per volare a San Francisco ma rientrato come riserva a causa dell’infortunio di Tim Clark. Una ghiotta occasione per Chicco, a caccia di punti pesanti che gli consentirebbero di scalare nuovamente il ranking mondiale e di approcciare con fiducia un mese di maggio in cui il torinese si è sempre dimostrato competitivo ad altissimi livelli. I precedenti nel Match Play Championship, tuttavia, lasciano ben poche speranze: soltanto nel 2012 Molinari ha superato il primo turno, mentre nelle altre quattro partecipazioni i sogni di gloria si sono sempre infranti ancor prima di prendere forma. Il 32enne azzurro sarà chiamato a sovvertire un pronostico senz’altro sfavorevole nel proprio girone, difficile ma non impossibile: l’esordio odierno lo vedrà opposto all’australiano Adam Scott, numero nove della classifica mondiale, a cui seguirà la sfida allo statunitense Chris Kirk e una difficile partita contro l’inglese Paul Casey.

Le luci della ribalta, naturalmente, saranno puntate sulla sfida a distanza tra Rory McIlroy e Jordan Spieth, che potrebbero incontrarsi solo in un’eventuale finale. Il numero uno al mondo dovrà farsi strada in un gruppo tutto statunitense, formato da Billy Horschel, Brandt Snedeker e Jason Dufner, contro cui non dovrebbe avere problemi (ma le sorprese, si sa, sono sempre dietro l’angolo…). Il vincitore del Masters, invece, si troverà di fronte il finlandese Mikko Ilonen, l’inglese Lee Westwood e il connazionale Matt Every: se dovesse presentarsi con la stessa condizione vista ad Augusta, il cammino sarà irresistibile. Grande attesa anche per Jason Day, il campione in carica: l’australiano sarà chiamato a fronteggiare Charley Hoffman, Zach Johnson e Branden Grace. Tra i possibili protagonisti rientrano inevitabilmente anche Justin Rose (vs Leishman, Lahiri e Palmer) e Henrik Stenson (vs Haas, Todd e Senden), mentre alcuni raggruppamenti offrono già in partenza diversi spunti, come le sfide in salsa Ryder Cup tra Jimmy Walker, Webb Simpson e Ian Poulter (insieme a Woodland), tra Jim Furyk e Martin Kaymer (insieme a Jaidee e Coetzee) e tra Graeme McDowell e Rickie Fowler (insieme a Lowry e English). Il finalista dello scorso anno, il funambolico Victor Dubuisson, è stato inserito insieme a Dustin Johnson, Charl Schwartzel e Matt Jones.

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daniele.pansardi@oasport.it

Credit Federgolf

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