Ginnastica ritmica, Marta Pagnini: “Siamo la squadra da battere. Baku grande occasione”

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Da Farfalle a Leonesse. Una nazionale d’attacco quella di ginnastica ritmica, che ha aperto la stagione con due ori nella prima stagionale in World Cup a Lisbona. Il capitano Marta Pagnini, veterana insieme ad Andreea Stefanescu, ci racconta il successo lusitano, le ambizioni della squadra e gli obiettivi a breve termine.

Marta Pagnini, prima individualista, poi compagna di squadra di Angelica Savayuk nella Petrarca Arezzo, ora capitano. Cosa si prova a rappresentare una squadra con un palmarès quasi da record?

“E’ sempre stato un onore far parte di questa squadra, dal primo giorno quando ero la new entry ad oggi che sono il capitano. Sapere di essere la squadra da battere dà molta carica ma allo stesso tempo fa crescere il senso di responsabilità che in situazioni di gara stressanti contribuisce all’aumento della tensione!”.

Nuova squadra che sta continuando a dimostrare di poter vincere, nonostante una new entry (Martina Centofanti), che si è subito dimostrata all’altezza. Cosa significa gestire l’eredità di una squadra come quella di Elisa Santoni?

“La ginnastica si evolve e cresce di continuo. Le nuove ginnaste sono sempre più dotate e coordinate e questo fa sì che il lavoro salga sempre più di livello e spessore! Di conseguenza ogni anno la squadra migliora e unendo a questo l’esperienza in campo si possono ottenere i risultati ottimali”.

La World Cup di Lisbona è stata un successo nonostante fosse la prima tappa internazionale. Che effetto fa essere correttamente premiate dalla giuria?

“La World Cup di Lisbona è stata una delle gare più belle per me, non la dimenticherò di certo! Eravamo consapevoli di avere un programma accattivante quest’anno ma siamo abituate a dover conquistare il risultato con il sudore della fronte quindi abbiamo affrontato la competizione con estrema determinazione e concentrazione come sempre. Qualche errore c’è stato come è normale che sia alla prima uscita, ma abbiamo portato a termine due prove molto convincenti che giustamente sono state riconosciute dalla giuria con ottimi punteggi”. 

Rapporto con le giurie a volte difficile, non sempre politicamente corretto. Come lo gestite? Come reagite davanti ad una ingiustizia?

“Non è semplice accettare un punteggio che scende molto al di sotto delle squadre di élite. Purtroppo bisogna accettare anche questo però in uno sport a giudizio come la ritmica, dove non è un cronometro imparziale a decidere chi è stato il migliore”.

Podio quello di Lisbona insolitamente privo dei paesi dell’Est che hanno sempre dominato. State rivalutando gli avversari? O vi aspettate una rimonta russa?

“La Russia ha commesso molti errori in questa ultima gara, ma rimane comunque una squadra da battere, con delle ginnaste bellissime dalle quali non si può che imparare. Siamo ancora all’inizio dell’anno, non possiamo tirare le somme del lavoro altrui. Le squadre forti sono molte e ogni anno il livello si alza notevolmente”.

Emanuela Maccarani dopo Lisbona ha dichiarato che, avendo ottenuto un oro con un esercizio con ancora qualche sbavatura, per le prossime tappe c’è un ampio margine di miglioramento. Il team Italia ha sempre puntato molto sull’esecuzione. Sei d’accordo con lei?

“Come non essere d’accordo con Emanuela Maccarani? E’ l’allenatore più medagliato d’Italia, continua a collezionare successi e tutto il mondo ce la invidia! Lo sport mondiale ha solo da imparare da lei in ogni cosa!”.

Un esercizio quello ai 5 nastri che richiama alcuni passaggi di quello presentato ad Atene 2004, come mai questa scelta?

“Alcune originalità sono state riproposte, ma in chiave completamente rinnovata e modernizzata. Ci sono passaggi che rimangono come un biglietto da visita e che incantano pubblico e giuria al di là degli anni che passano!”.

2015, anno pre-olimpico che ha molte fasi prima della qualificazione. Siete reduci da una prima World Cup vincente e in partenza per la tappa di Pesaro. Quali sono gli obiettivi di questa sfida in casa?

“Le tappe di Coppa del Mondo servono per misurarsi e prepararsi per la qualificazione di settembre! In casa daremo il massimo, anche per il nostro meraviglioso pubblico che sempre viene a sostenerci con grande affetto! L’obiettivo rimane costante: gareggiare bene, migliorarsi e fare sempre un passo avanti!”. 

In vista Rio, quali sono i limiti e le difficoltà di questa nazionale sui quali lavorerete?

“Lavoreremo in vista Rio minuziosamente su ogni cosa. Il nostro programma di allenamento mira a correggere ogni difetto sia tecnico che artistico. Ognuna di noi è diversa e presenta diverse caratteristiche, di conseguenza ognuna cercherà di migliorarsi per portare un valore aggiunto alla squadra!”.

La storia olimpica dell’Italia ha un passato di luci e ombre. Un argento ad Atene, un discusso quarto posto a Pechino e un bronzo a Londra. Cosa vi aspettate dalla vostra Rio?

“Non parlo ancora di Rio! Bisogna qualificarsi e non è per niente scontato! Abbiamo visto la Bielorussia, campione del mondo in carica, non qualificarsi per i Giochi europei a causa di qualche errore di troppo. Ecco, tutto può succedere, quindi per ora dita incrociate!”.

Novità 2015 sono le Olimpiadi europee di Baku a giugno. Come le vivete, un nuovo impegno o un’opportunità in più?

“Le Olimpiadi europee sono, secondo me, una bellissima opportunità. Sono felice di essere ancora in tempo per parteciparvi! Il villaggio lo abbiamo già visto ed è davvero molto bello! In Azerbaijan, a differenza dell’Italia, la ritmica è tenuta in grande considerazione e hanno delle strutture da sogno!”.

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annalaura.mucci@olimpiazzurra.com

Foto: FB Marta Pagnini

 

 

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