Ginnastica, Europei 2015 – Che Italia torna da Montpellier? Azzurri verso il Mondiale!

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Era solo una tappa di passaggio. Questa è il punto di partenza per qualsiasi analisi sugli Europei 2015 di ginnastica artistica in casa Italia.

La rassegna continentale era indirizzata solo agli individualisti, in un anno intenso e incentrato per la sua totalità sui fondamentali Mondiali di Glasgow (23 ottobre – 1° novembre) che mettono in palio i primi posti per le Olimpiadi di Rio 2016.

Già in sede di presentazione della stagione si era palesata un po’ di “disattenzione” sulla spedizione di Montpellier, preferendo (giustamente) allungare la preparazione in vista dell’appuntamento clou in terra scozzese. Bisogna fare gruppo perché la rassegna iridata prevede la partecipazione di un sestetto ed è proprio attraverso il team event che si ottengono i 5 posti a cinque cerchi.

 

Torniamo senza medaglie al femminile (come nel 2013). Gli allori sono comunque sempre pesantissimi e gli Europei, in tal senso, devono rappresentare un’occasione per monetizzare al massimo vista la concorrenza ridotta (quest’anno soprattutto) rispetto a un Mondiale. Per l’Italia sportiva in generale gli Europei sono sempre stati qualcosa di sacro, un appuntamento da bollino rosso sul calendario e ci sono una serie di motivazioni validissime per considerarli così cruciali.

Due finali di specialità agguantate grazie a 2 ragazze diverse: in media con la nostra storia, anche se non al top dei giorni migliori.

 

La sfortuna ha poi voluto che Vanessa Ferrari non fosse in perfette condizioni fisiche causa postumi della mononucleosi. La Campionessa d’Europa al corpo libero è stata eliminata in qualifica, non è riuscita a difendere il proprio titolo fino in fondo e ha anche rinunciato alla partecipazione della Finale all-around. Un torneo difficile per la nostra numero 1 che ora proseguirà tra riposo e recupero, per essere al top quando conterà davvero.

Solo i centesimi hanno invece impedito a Erika Fasana di esultare in una rassegna che poteva incoronarla ancora maggiormente di quanto non sia stato. La comasca ha raccolto due quarti posti, preziosi quanto amari, a un soffio dalla gloria: 15 e 16, due numeri che non dimenticherà facilmente. Sono quelli che l’hanno separata dalle medaglie di bronzo di Ellie Downie (all-around) e Giulia Steingruber (corpo libero).

C’è poco da imputare alla 19enne, presentatasi alla Park&Suites in grandissima forma e con alle spalle una prima parte di stagione davvero strepitosa. Era dichiaratamente la nostra ginnasta di punta e ha fatto quanto ci si poteva aspettare. Un dannato Memmel è mancato al quadrato nella Finale di Specialità, forse una piccola sbavatura sugli staggi è costata cara nell’atto conclusivo del concorso generale. C’è margine e tempo per perfezionare l’esercizio da 6.2 (e, anzi, aumentarlo nuovamente), ci sono possibilità di crescita sul giro completo che può darle importanti soddisfazioni. Certo l’appetito vien mangiando e anche lei sapeva di poter valere due medaglie.

 

Settimana della consacrazione per Martina Rizzelli: così si riscattano gli errori. Quante cose sono cambiate in un anno… Finale di Specialità meritata, chiusa col quinto posto e addirittura con quasi la possibilità di strappare una medaglia che avrebbe avuto del clamoroso. Nell’all-around diventa davvero grande: quattro esercizi puliti, nono posto finale, sostituzione perfetta di Vanessa Ferrari.

A Carlotta Ferlito è invece stato chiesto, da parte del Direttore Tecnico, di alzare il coefficiente degli esercizi per aumentare la competitività. Nel frattempo una cocente eliminazione in qualifica, a un decimo dalla Finale dove avrebbe potuto dire concretamente la sua per le medaglie.

 

Torniamo a casa ben sapendo che a Montpellier mancavano un’infinità di ragazze che dovranno dire la loro nei prossimi mesi. L’infortunata Lara Mori, la pre-convocata Enus Mariani poi rimasta fuori all’ultimo, Arianna Rocca che si è giocata fino in fondo il suo posto grazie ai due salti al volteggio, Elisa Meneghini, Alessia Leolini, Tea Ugrin, Giorgia Campana, Lavinia Marongiu e tante altre ginnaste, in un movimento sempre più vasto.

Ora un paio di settimana di riposo dalle gare, prima di volare a Rimini per l’ultima tappa della Serie A. Posizioni ormai congelate con la Brixia Brescia già Campione d’Italia, in ballo qualcosa per il podio e per la Golden League.

Ormai la testa è già verso il super quadrangolare del 30 maggio: a Torino l’Italia sfida Russia, Romania e Colombia in quello che è praticamente un Europeo per Nazioni. E poi tutti a Baku: a giugno ci sarà la prima storica edizione dei Giochi Olimpici Europei. Tante azzurre saranno impegnate con esami di maturità e impegni scolastici vari: staremo a vedere il nostro terzetto.

 

Il settore maschile è invece aggrappato ai soliti indomabili senatori. I vecchietti dell’artistica azzurra, come sono soliti ribattezzarsi tra loro, rispondono sempre presente quando vengono chiamati in causa.

Ci sono delle difficoltà alle loro spalle, questo è ormai innegabile, anche se ci sono stati alcuni infortuni che hanno complicato la marcia di avvicinamento. In queste situazioni proveremo a strappare quantomeno la qualificazione al Test Event, per giocarsi fino in fondo una difficile qualificazione alle Olimpiadi 2016.

Alberto Busnari corona un lungo inseguimento e si mette al collo una meritata medaglia di bronzo: dopo 11 anni di digiuno (praticamente è un record) risale sul podio continentale. Il giusto premio dopo la sfortuna esagerata dei tre quarti posti a Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

Matteo Morandi ha combattuto come un Leone, in una Finale agli anelli di respiro mondiale. Il bronzo olimpico lotta, cerca la medaglia fino in fondo, ci si avvicina anche ma un paio di decimi gli dicono male. Infinito e da clonare.

Arriva anche la Finale all-around del giovane Ludovico Edalli, strappata per i capelli e poi chiusa col 16esimo posto.

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