Calcio: Italia, piccoli passi in avanti. È una nazionale operaia che cerca un architetto

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Due pareggi. È questo il bottino dell’Italia di Antonio Conte nella settimana dedicata alle nazionali: 2-2 in Bulgaria, 1-1 con l’Inghilterra. Due partite diverse per significato e andamento, dalle quali esce una squadra leggermente in crescita rispetto alla triste prestazione offerta contro la Croazia a ottobre ma ancora lontana dall’eccellenza.

MODULO – Il 3-5-2, dogma dell’ex bianconero, mostra punti di forza e lati bui. Se messe nella giusta condizione per esprimersi (e qui, in attesa dell’esplosione anche in azzurro di Verratti, sarà importante il rientro di Pirlo nonostante la buona prestazione di Valdifiori) le ali possono creare molti pericoli. Da sempre, però, Conte predilige giocatori difensivi che sappiano prima di tutto saper fare la prima fase: purtroppo non si vedranno mai un Candreva e un Cerci, per dire, ma Florenzi a destra e Darmian o Antonelli a sinistra potrebbero convincere. In avanti Eder è motivato e duetta bene con Pellè, poco dotato tecnicamente ma abile a far salire la squadra e, soprattutto, letale sulle palle alte. Tutto ok in difesa: al netto di ingenue amnesie, il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini è rodato e affidabile.

MOTIVAZIONI – Il ct sta sperimentando. Tanti giocatori convocati, tanti cambi, tante indicazioni per ognuno. La strada verso Euro 2016 è ancora relativamente lunga e di tempo ce n’è a sufficienza per valutare i migliori ventitré da portare in Francia. Se i (pochi) senatori sembrano avere il posto fisso per esperienza e talento, numerose sono le situazioni critiche. La concorrenza interna potrebbe per esempio far tornare Zaza e Immobile sui livelli di settembre, quando insieme demolirono l’Olanda terza al Mondiale brasiliano, e anche sulle fasce le alternative non mancano. Ne risente lo spettacolo, non ne gode l’amalgama, ma di certo è la strada migliore per compiere le scelte giuste.

POCO TALENTO – Però, c’è un però. È indubbio che questa squadra di talento ne abbia poco. Eder, italo-brasiliano, prova a inventare qualcosa aggiungendo alle sue prestazioni una notevole grinta. Valdifiori cerca spesso la verticalizzazione, ma la tensione del debutto a volte lo frena. Pirlo al momento è superiore, Verratti può eguagliarlo presto. Candreva saprebbe illuminare, ma da interno ha poca libertà. Parolo, Bertolacci e Soriano offrono più quantità che qualità: la determinazione serve, ma spesso per avere la meglio su difese chiuse come Azerbaijan e Malta serve anche il colpo di genio. Quello che ancora non porta Vazquez, entrato per circa venticinque minuti e apparso in ombra. L’Italia è ancora un cantiere aperto, con tanti operai, qualche ingegnere e alla tremenda ricerca di un architetto.

 

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francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

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Foto da: profilo ufficiale Facebook Eder

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